Il potere e l’amore nella trilogia di František Vláčil

Marketa Lazarová (1967)
Scritto da: Un film d’arte ogni giorno – 10 gennaio 2019
In questo film ceco, Marketa Lazarová (1967), che si svolge nell’Europa medievale, ospitiamo una storia nei conflitti di fede e sovranità del periodo in un’atmosfera impressionante. L’affascinante atmosfera della cinematografia in bianco e nero e di successo crea un alto valore cinematografico per il pubblico in una magnifica visione. Anche gli inni e la musica corale utilizzati nel film rafforzano l’atmosfera creata.

C’è una rivalità tra la famiglia di Marketa, i credenti cristiani, Lazarov e la famiglia pagana (politeista, adorante della natura) Kozlik. Oltre a questo, c’è una guerra tra i sassoni che vengono nella regione (la regione al confine ceco della Germania oggi) e i cosmetici. Il nome Marketa Lazarova significa Marketa, la figlia di Lazarov. Marketa è una vergine devota a Dio, ma è detenuta e violentata da suo padre dopo che uno dei figli di Kozlik si è rifiutato di offrire unità contro il re e l’ha ferita.

La geografia del film Marketa Lazarová (1967) ci consente di accettare facilmente il tempo che passa e di esistere in quel momento. Il film, che si svolge in tempi pieni di vita medievale, tradizioni e guerre, affronta i conflitti tra le credenze molto divine e le credenze cristiane che causano sanguinose lotte.

Ho guardato il film due giorni dopo la mia prima visione ed è stato molto utile capire meglio il lavoro. Se hai difficoltà a comprendere alcuni punti durante la prima visione, puoi scegliere in questo modo. La parola “online” appare da qualche parte nel sottotitolo turco. Era inutile che una tale traduzione fosse fatta in un film ambientato nel Medioevo.

Il potere e l’amore nella trilogia di František Vláčil

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Musica per l’anima

si ringrazia Lyfestyle Yoga Padova
per la bella playlist proposta qui sotto.


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Weather Report

La catastrofe, nel manifestarsi nei rapporti di potere e di dominio, non solo è già avvenuta ma continua ad accadere, incessantemente e a ritmo costante.
L’intervallo di tempo tra un episodio di violenza e l’altro esiste solo in virtù di una funzione riflessiva, laddove ancora possibile, sulla assurdità e l’impossibilità di compiere qualsiasi atto umano in risposta.
I rapporti di potere non sono “relativi” ma unilaterali e impermeabili a qualsiasi manipolazione.
Sulla pelle dei più deboli, degli esclusi, leggiamo i segni di tale antica e morbosa danza tra oppressi ed oppressori. Di tutto, la burocrazia ne conserva le tracce: in edifici, protocolli, marche da bollo.
Di tutto questo la comunicazione ha da dare conto.

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T. Lucrezio Caro

Studia Humanitatis - παιδεία

di G.B. CONTE, in Letteratura latina. Manuale storico dalle origini alla fine dell’Impero romano, Milano 2011, pp. 135-151 = Id., E. Pianezzola, Lezioni di letteratura latina. Corso integrato. 1. L’età arcaica e repubblicana, Milano 2010, pp. 518-531.

1. Il poeta dell’Epicureismo

Tito Lucrezio Caro è, insieme a Catullo, il più grande poeta dell’età di Cesare – un periodo in cui predomina la prosa – e l’unico la cui opera ci sia giunta per intero. Il suo lungo poema in sei libri, De rerum natura [Sulla natura delle cose], espone la filosofia di Epicuro con rigore, ma anche con coraggio, perché le teorie dell’Epicureismo erano sempre state guardate con sospetto a Roma.

Ma il poema di Lucrezio non è un arido manuale di filosofia. È soprattutto una grande opera di poesia, dall’ispirazione possente e dallo stile personalissimo, che trasuda l’entusiasmo dell’autore per la sua missione di divulgazione…

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Peindre en XX Large — L’atelier peinture de Christine

Ma débutante a des idées plein la tête. Elle vient à l’atelier du jeudi avec un oiseau stylisé dont le graphisme simplifié va la faire progresser. Parfait, nous sommes sur la bonne voie… Mais pourquoi ce format riquiqui pour inaugurer une nouvelle étape créative ? Et de lui expliquer qu’il lui faut sortir rapidement de […]

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La matematica ai tempi del Coronavirus

Clio *.0

In questo periodo siamo sommersi da notizie sull’epidemia e tra le tante che ci arrivano nessuna che dia l’idea su come stanno andando le cose in modo semplice e chiaro. Quindi per l’uomo comune il tutto diventa incomprensibile. Come vengono prese le decisioni da parte di chi ha la responsabilità del governo?

La risposta è che le decisioni dipendono dalle analisi sui dati dell’epidemia, fatte dagli statistici che riferiscono al governo. Come ripeto, dai notiziari che ci sommergono non ci è dato di conoscerne i risultati; solo qualche buon giornale li presenta e commenta.

Ebbene, chi ha studiato matematica (o frequentato i corsi della nostra UNITRE), può utilizzare questa arte per capire, appunto, come stiamo andando le cose.

Anzitutto, cosa significa che una malattia è contagiosa? Significa che una persona malata può fare ammalare delle altre persone, con cui viene in contatto. Quando questo accade, come si evolvono le cose?

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fantasmi sul cammino di Santiago


collegamenti visivi: la via lattea

Finisterrae: fantasmi elettronici sul cammino di Santiago.
Finisterrae, atipico road movie con fantasmi diretto da Sergio Caballero, codirettore del Sónar – Festival Internacional de Música Avanzada y Arte Multimedia de Barcelona, è uscito trionfante dalla 40° edizione del Festival di Rotterdam, conquistandosi il prestigioso Tiger Award come miglior film.
FINISTERRAE, di Sergio CaballeroNel teaser, l’immortale mantra ipnotico di Janitor of Lunacy: 1970, Nico. Nel trailer, le irresistibili pulsazioni di Ghost Rider di Alan Vega e Martin Rev: 1977, Suicide. Due brani leggendari che rappresentano alcune delle tante anime di Finisterrae, atipico road movie con fantasmi non a caso diretto da Sergio Caballero, codirettore del Sónar – Festival Internacional de Música Avanzada y Arte Multimedia de Barcelona, grande evento di musica elettronica vicino al 20° compleanno.

Finisterrae è il suo esordio sul grande schermo: pensato inizialmente per l’immagine grafica del Sónar 2010, questo esperimento sta diventando un piccolo caso cinematografico. Partecipa al 43° Sitges Film Festival nella sezione Nuevas visiones, poi a L’Alternativa, Festival del Cinema Indipendente di Barcellona, e il 6 febbraio è uscito trionfante dalla 40° edizione del Festival di Rotterdam, conquistandosi il prestigioso Tiger Award come miglior film.

La Cicatrice Intérieure di Philippe Garrel VS Finisterrae di Sergio Caballero (thanx to ecosdecine)Tante anime, dichiarate esplicitamente o meno: il gusto per l’avantgarde, una componente poetica, quasi esoterica, l’omaggio, anche ironico, in molte sequenze a La Cicatrice Intérieure (anche l’Oracolo a cui si rivolgono i due fantasmi si chiama Garrel), il teatro dell’assurdo, un sense of humor che si rifà a quello dei Monty Python, esasperato dall’uso eccellente di un budget minimo e dall’assenza di un copione fisso, ma anche le atmosfere predilette dal fotografo Gregory Crewdson (anche se non siamo in America, troviamo gli animali imbalsamati, i paesaggi apparentemente pacifici turbati da un solo elemento incongruo, le tinte sature di una natura sempre un po’ sinistra).

I fantasmi, di origine russa e morti da poco, non intendono abituarsi troppo alla loro nuova condizione, anzi, raggiunto l’oceano, sperano di riconquistare la loro condizione umana – sono accompagnati da un cavallo come in un memento mori medievale, ma interpretati da due attori coperti da un lenzuolo come in una barzelletta (semplice accorgimento che li sospende di continuo tra risata e inquietudine). FINISTERRAE, di Sergio CaballeroAttraversano la Spagna tra Barcellona e A Coruña (entrambe sedi del Sónar) in un cammino di Santiago rivisitato, per strade asfaltate, boschi, paesaggi galiziani mozzafiato. Imbattendosi in animali di legno o in carne e ossa, vivi o imbalsamati, foreste di orecchie e altri strani fenomeni.
La splendida fotografia è di Eduard Grau, che ha dimostrato il suo grande talento già in Honor de Cavalleria di Albert Serra, Buried di Rodrigo Cortés e A single man di Tom Ford. Coproduce Lluís Miñarro, produttore per Apichatpong Weerasethakul, Albert Serra, Lisandro Alonso.

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L’incanto dentro – Valentina Berengo — Grafemi

Qualche giorno fa è uscito, per i tipi della Cleup, “L’incanto dentro”, raccolta di racconti che segna l’esordio di Valentina Berengo, ingegnere di Padova, fondatrice, con Gioia Lovison, del Personal Book Shopper, conduttrice di Radiobue.it (radio dell’Università di Padova) e instancabile promotrice culturale. Con questo libro ho un rapporto in qualche modo affettivo: ne ho […]

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La stupidità delle idee comuni

Grafemi

Una caratteristica abbastanza singolare della produzione letteraria di Gustave Flaubert è data dal fatto che diverse opere pubblicate in età adulta derivano, in realtà, da idee sviluppate in gioventù. L’esempio più eclatante è L’educazione sentimentale: la versione che siamo abituati a leggere uscì nel 1869, ma pochi sanno che nel 1845, a 24 anni, aveva già completato una prima stesura che 20 anni dopo riscrisse da zero (e che fu pubblicata, postuma, nel 1910).

Meno conosciuta è la storia del Dizionario delle idee comuni e di Bouvard e Pecuchet. Entrambi i libri (una specie di vocabolario il primo, un romanzo il secondo) riprendono una delle passioni più antiche di Flaubert, cioè il suo gusto per la bêtise. Non credo esista un termine italiano che riproduca il senso esatto di bêtise: balordaggine, sciocchezza, stupidaggine, oppure bestialità lambiscono da vicino, senza mai centrare, il concetto molto francese legato a…

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Librerie

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Ieri pomeriggio, intorno alle sette di sera, in una Padova rarefatta (gli autobus, il tram, Coin, i bar, i negozi, quasi tutti vuoti), sono andato a trovare Barbara Da Forno alla Libreria Zabarella, e ho passato…

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