Elusione e preveggenza: E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris

pensierosecondario

“Le entrate erano al limite. I prezzi in caduta libera. Eravamo sul punto di svegliarci da un decennio di sogni perfetti.”

Pubblicato nel 2006, questo romanzo d’esordio di Joshua Ferris contiene una grande elusione, ovvero un omissis che riverbera sulla vicenda e in un certo senso la sostanzia. Mai però come il forte senso di preveggenza che coglie il lettore di oggi (tipo, ad esempio, me).

Ferris sceglie volontariamente di tacere l’undici settembre, interrompendo la narrazione quando agli attentati mancano poche settimane, per riprenderla qualche anno più tardi: probabilmente tutto ciò ha lo scopo di sottrarsi alla retorica dominante e puntare il dito su una crisi già abbondantemente in corso prima del settembre 2001, crisi economica e finanziaria che produceva contraccolpi pesanti sul tessuto sociale, sulla percezione di sé come cittadini e individui, sulla consistenza dei rapporti interpersonali e delle proprie prospettive.

Se la bolla delle dotcom era già esplosa…

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