Les Salauds di Claire Denis (2013) sub ita

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Les Salauds: chi sono i bastardi? di Domenico La Porta 22/05/2013 –

Con il suo 11mo film, la regista francese Claire Denis ha presentato al Certain Regard del 66mo festival di Cannes un’opera cupa e sensuale sullo sfondo di una scioccante vendetta
Les Salauds: chi sono i bastardi?

Con il suo 11mo film, la regista francese Claire Denis ha presentato al Certain Regard del 66mo festival di Cannes un’opera cupa e sensuale sullo sfondo di una scioccante vendetta. Quando sua sorella gli annuncia il fallimento e il suicidio di suo marito, Marco (Vincent Lindon) torna da lontano per trasferirsi nell’appartamento vicino a Raphaëlle (Chiara Mastroianni). Raphaëlle è la concubina di un vecchio e ricco signore accusato di abusi sessuali sulla nipote di Marco, interpretata da Lola Créton. Un rapporto carnale s’instaura tra Raphaëlle e Marco, che tenta di aiutare sua sorella a superare la perdita mentre escogita la sua vendetta nei riguardi del pervertito.

le salauds è un racconto destrutturato che ingloba il suo dramma familiare in un sordido groviglio in cui bene e male si confondono. I personaggi, appena sfumati, non sono trattati in profondità e la regista lascia troppi buchi nella sua costruzione frammentaria perché lo spettatore possa giudicare e dare la sua interpretazione alla storia. Quanto alla messa in scena, dominano i primi piani sui volti, come per offrire una lettura ravvicinata delle intenzioni nascoste a priori dai due personaggi principali. Non sempre si capiscono le ragioni delle loro azioni e la presunta vendetta di Marco non è mai formulata in modo chiaro. Questo trattamento dei personaggi trova la sua giustificazione in un finale che potrà sorprendere, ma non convincere fino in fondo.

Per la colonna sonora originale del film, Claire Denis si è avvalsa del talento del gruppo Tindersticks, le cui composizioni gravi e malinconiche danno il giusto tono all’ambientazione. Salauds conferma così l’abilità formale di una regista che avrebbe fatto bene a mostrare un po’ più di ambizione di fondo, tuttavia il suo approccio non manicheo dell’eroe contro l’avversario cela una bellezza nera e malsana.

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