Dire quasi la stessa cosa: Fabio Cremonesi e Ariel Dorfman

Giacomo Verri Libri

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Ariel Dorfman è un pezzo vivente di storia del Ventesimo secolo: nato in Argentina da una famiglia ebraica di origine est-europea, trascorre l’infanzia negli Stati Uniti, per poi stabilirsi in Cile, dove diviene consigliere culturale di Salvador Allende. La notte del colpo di stato di Pinochet, l’11 marzo 1973, si trova nel palazzo della Moneda, sede della presidenza del Cile. Riesce a fuggire e si rifugia prima a Parigi, poi ad Amsterdam, per poi stabilirsi definitivamente negli USA, dove insegna alla Duke University di Durham, una delle più prestigiose istituzioni culturali del Paese. L’opera più nota della sua lunghissima carriera di romanziere, saggista e drammaturgo è forse La morte e la fanciulla, cupa pièce teatrale su una donna sopravvissuta alla tortura in un’imprecisata dittatura sudamericana. Roman Polanski ne ha tratto un film di grande successo con interpreti del calibro di Sigourney Weaver e Ben Kingsley.

Konfidenz – secondo romanzo…

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