Leggere Cristina Annino [priorità: alta]

Roberto R. Corsi

img haalkab @ pixabay.com CC0/PD

Se ci si accorda con una definizione di poesia che da tempo mi porto dietro (pur razzolando diametralmente a essa), ossia quella per cui «Un’opera poetica importante è un’opera che costringe coloro che le sono contemporanei a sospendere il loro rapporto ovvio e familiare con il linguaggio» (Andrea Inglese, 2011), Cristina Annino emerge facilmente e per distacco come la più importante voce poetica vivente in cui io mi sia finora imbattuto.
Dichiaratamente lontana da surrealismi, dadaismi e sperimentalismi, Annino colpisce immediatamente il suo lettore con un uno-due ipnotico e lenitivo: spaesamento e maestria del minimo passaggio (prendo a prestito Adorno su Alban Berg). Mette in crisi la struttura colloquiale, ma lo fa procedendo per linee spezzate e non per frammentazione, e i segmenti (/sintagmi/sentenze) sono comunque di una qualità tale da potervi dedurre gnome (e innamoramento). La stessa coesione complessiva ne esce…

View original post 982 altre parole

Questa voce è stata pubblicata in economia della condivisione. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...