Mappe e ormeggi: Le isole di Norman di Veronica Galletta

pensierosecondario

Ogni storia rimanda sempre a un’altra storia. In ogni libro vivono tutti i libri letti, amati, odiati, equivocato, dimenticati. Estremizzando: esistono solo libri di libri, come diceva quel tale (anche se non ricordo quando né chi). Vale soprattutto se i libri sono le tessere di un mosaico fluido, linee di demarcazione dello schema inafferrabile in cui prende vita una storia come quella di Le isole di Norman, primo romanzo di Veronica Galletta, da poco premiato con il Campiello nella categoria opera prima.

Il titolo rimanda all’isola del tesoro del celebre romanzo di Stevenson, così amato da Elena, la protagonista della vicenda, da diventare per lei un appiglio e assieme un’ossessione. Si può addirittura affermare che quel celebre romanzo se lo porti sulla pelle. Letteralmente. Rimasta gravemente ustionata da piccola, Elena negli anni ha metabolizzato la presenza delle cicatrici credendo (convincendosi) che siano appunto isole, e la sua…

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