La scrittura dell’erranza / “La ladra di frutta” – Peter Handke

Il Prisma di Newton

Una storia ridotta ai minimi termini (il viaggio dalla periferia parigina alla Piccardia del narratore sulle orme della ladra del titolo, presenza sfuggente e misteriosa in cerca della madre scomparsa) tenuta assieme da tanti squarci di luce, frutto di astrazioni, onirismi, divagazioni, in quello che l’autore stesso ha definito “Ultimo Epos”. E’ un libro quasi inafferrabile “La ladra di frutta” (2017, da noi due anni dopo per Guanda) del Premio Nobel Peter Handke (Griffen, 1942) perché non c’è mai un punto fermo ma, anzi, del reportage di viaggio in chiave di romanzo, conserva la molteplicità e il dislocamento continuo degli stati di osservazione. Costringe di continuo il lettore a rincorrere tutta una serie di percezioni emotive, naturistiche, sensitive, dalla natura fortemente transitoria e frammentaria in cui, come in un quadro impressionista, quel che conta non è restituire un contorno bensì evocare, ricondurre a uno il Genius loci e il vissuto…

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