“StuntMan” – Odio gli attori perchè sono falsi : un’analisi meta-teatrale

Il Capestro

Lo stunt-man, l’uomo-acrobata che è l’attore, rivelato come non mai sulle tavole di legno, fa andare di traverso tutti i preconcetti: l’artifizio e l’inganno non fanno parte di questo mondo. A denudare il corpo e la mente dell’attore è l’analisi di Michele Pagano che, con la Compagnia Giovani di Officina Teatro, mette in scena glabre battaglie: come fa un attore ad interpretare un ruolo? Cosa c’è dietro al copione? Qual è il processo con cui egli porta il suo cuore all’ara sacrificale che è il pubblico?

La risposta che ci viene data è una sola: il sacrificio, atto violento per antonomasia. L’attore è “il cavallo”, bestia indomabile/domata da immolare ad un pubblico che ne trae compiacimento, ignorando spesso la generosità di tale atto.

“Abbiamo voluto lavorare sul processo inverso, fare uno studio cioè che parta dagli attori e che in loro si concluda. I quindici actoresrerum sul…

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2 risposte a “StuntMan” – Odio gli attori perchè sono falsi : un’analisi meta-teatrale

  1. Maria Pia Dell'Omo ha detto:

    Grazie per la condivisione e l’apprezzamento ♥️

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