La vera vita delle persone

A chi appartiene la terra,il posto dove cammino,quello che vedo dalla finestra,le gocce di pioggia sul vetro.
A nessuno,la vera vita delle persone non appartiene a nessuno.
E’ come un ragionamento su quello che passa,sui natali, su tutto quello che si ripete e che si ricopia, come le linee di lettere tutte uguali con cui i bambini riempivano i loro quaderni tante a a a a a a a a a a a a a tante z z z z z z z z z z z z z.
E’ come il senso del tempo, che si allunga, che si accorcia, che non finisce mai, che e’ eterno, che e’ un attimo.
Non siamo niente, non controlliamo niente, come farsi una qualche ragione se tra un attimo, un qualsiasi accidente ci toglierà di mezzo proprio mentre siamo nel più importante momento della nostra vita.
Se riesco a fissare gli occhi di un cane, superando la vergogna che mi sento addosso, la vergogna che indosso vivendo nella menzogna, vedo fino in fondo il prezzo della libertà e l’abisso che ci separa.
Mentre lo guardo cerco di nascondermi dal terrore spaventoso, quello  che mi prefigura la mia istantanea fine, quello che mi vive cosí’ dentro da non esistere; e quando succede, succede e quello che succede, succede.
Guardo la pena che mi fa il suo corpo magro, la sua fame;
la sua incertezza di vita e’ il mio specchio dal quale fuggo, fuggo, fuggo
E’ forse simile a questo momento la vera vita delle persone e la mia vita stessa ?

Non sopporto più le cose , cerco di individuare i pochi momenti di verità ,ma sembra che non sia abbastanza, sembra  che assieme al vero ci sia  anche il falso, sembra  che si cerchi una qualche consolazione condita dalle conferme che fioriscono da tutti i segnali muti che ritornano.
Ma e’ cosí, e’ veramente cosí, e dove se no ci si puo’ trovare, se non al di là dei frammenti di tempo, dove il sublime incontra il sublime, per poi lasciare il luogo prima che arrivi il sospetto della illusione.
C’e’ una casa per l’essere umano, che non sia la rara uscita dalla tana dove si possa andare verso il bello e il valore del momento ?
La bestia feroce, che e’ sempre dentro tutti i corpi, si cinge con frivolezze, con sciocchezze, con amenità, con le difficoltà e ci convince, ci assolve in anticipo di quando saremo finalmente bestiali; oppure decide, ha deciso, ha sempre deciso di farsi vigile preda, preda non troppo facile da cacciare, preda astuta, preda cauta, preda con molta esperienza, preda camaleontica, preda con molte frecce al suo arco, preda senza valore.
In questo tempo orrido, perché l’orrido non e’ permesso, in questo tempo difficile perchè tutto e’ per definizione facile, felice , ricco, in questo tempo di continua dimenticanza quale e’ il nutrimento che momento dopo momento scopriamo ci nutre veramente e ci rende per il tempo del nostro nutrirci vivi ?
Forse l’inoltrarsi in un bosco, un reciproco riconoscimento, una amicizia del cuore, una foglia che cade, un essere pellicola che si impressiona e che sviluppata e asciugata scopre nella serie di foto il mai visto, quel mai visto che era sempre stato davanti agli occhi e che diventa profondissimo significato, talmente profondo che e’ inesprimibile.

La vera vita delle persone.

Forse la vera vita delle persone è nei sogni di ogni notte, in ogni sogno che comunque avviene, sia che il sogno sia ricordato oppure no.
E ogni volta questo momento, senza censura, ci racconta cosa sta succedendo, non cosa e’ già successo, ci avvisa, ci avverte di cosa avviene.
Un eterno presente ci passa davanti agli occhi ogni notte che e’ il giorno, mentre il giorno diventa notte.
Oppure ci si puo’ trovare come ad un appuntamento e ogni anno ripensare a quello che è stato, se quello che è successo  assomiglia al paesaggio che la notte ci ha portato e che anche il giorno ci porta, solo se lo facciamo diventare simile alla notte.
Le dita si incrociano come le strade, le viti, le metafore, le fiabe, i miti, i libri sacri, le potenze sconosciute, i piani sghembi, le asincronie, le persone che non si vedono, le foglie che non cadono in tempo, mentre tutte le epoche della terra sono presenti nello stesso istante, proprio qui dove poso adesso il mio piede, dove la terra è una spugna infinita che ha assorbito tutta la pressione del mio peso e quella dell’aria.

La vera vita delle persone.

La vera vita delle persone si svolge in un questo unico momento presente.
Sempre presente, sempre unico, sempre lo stesso come e’ unico
il nostro luogo dove entra ed esce continuamente con fluidità tutto quello che si puo’ immaginare e tutto quello che non si sa immaginare ,ma che esiste;
quella cosa che e’ in eterna attesa di essere scoperta
e che scopriremo proprio l’attimo dopo.
Sapori, odori dimenticati, immagini in movimento,
sconcerti, considerazioni,  allucinate bramosie,
scaglie, squame,  salsetudini colorate,
movimenti impossibili nei presenti trasparenti,
malinconiche inquietudini, tristi nostalgie del niente.

Cerchi nell’acqua che si allargano
lenta discesa nel fondo
del lago verde-azzurro
tra i pini alti, marroni e verdi
che un giorno hanno deciso
di interrompersi e di generare un piccolo piano
nel pendio di questa montagna
dove le acque si potessero raccogliere
e dove questo specchio
fatto di acqua potesse
diventare per tutti una porta.

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