‘Stazione centrale’ (Egitto/1958 ), di Youssef Chahine

Re-Movies

di Girolamo Di Noto.

Quello di Chahine è stato un nome importante per il cinema dei paesi arabi perché ha in un certo senso inaugurato la nascita di un cinema egiziano realista e impegnato, in pieno contrasto con l’imitazione di Hollywood che aveva fino a quel momento imperversato negli studios de Il Cairo.

Chahine è stato un regista che non si è mai lasciato rinchiudere in una categoria ben precisa, nemmeno in uno dei numerosi generi a cui si è avvicinato nel corso della sua carriera. Ha affrontato il film d’avventura (basti pensare a ‘Cielo infernale’, con Omar Sharif al suo esordio), il genere autobiografico (ad esempio ‘Alessandria, perché?’), senza dimenticare l’epopea con ‘Saladino’ o il film che lo ha reso celebre in Italia, il bellissimo ‘Il destino’ che racchiude musical, peplum, western, cappa e spada, melodramma, commedia.

Con ‘Stazione centrale’, Chahine abbraccia la lezione del neorealismo italiano, ma nel…

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