Non c’è male, grazie. / “I demoni” – F. Dostoevskij

Il Prisma di Newton

Lo spunto cronachistico offerto sul finire del 1869 dal caso Necaev permetteva a Fëdor Dostoevskij (1821-81) di tornare a fare i conti col proprio passato per trarne un bilancio alla luce di tutto ciò che era successo in Europa dal ’48 in poi. La sua giovanile fascinazione per le idee socialiste francesi delle utopistiche organizzazioni fourieriste che lo avevano condotto a due passi dal patibolo e a diversi anni di galera siberiana, passata poi attraverso un periodo di stasi e di studio fino ai viaggi europei dell’inizio degli anni Sessanta dove tanta fu la delusione provata nell’incontro con Herzen caposcuola degli emigrati politici russi, si stava concludendo con la consacrazione letteraria di “Delitto e castigo” (1866) e con l’accusa di essere passato dall’altra parte della barricata, di avere cioè barattato con le autorità prestigio sociale e agibilità letteraria con l’abiura dei vecchi ideali. In realtà Dostoevskij stava integrando e portando…

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