La stupidità delle idee comuni

Grafemi

Una caratteristica abbastanza singolare della produzione letteraria di Gustave Flaubert è data dal fatto che diverse opere pubblicate in età adulta derivano, in realtà, da idee sviluppate in gioventù. L’esempio più eclatante è L’educazione sentimentale: la versione che siamo abituati a leggere uscì nel 1869, ma pochi sanno che nel 1845, a 24 anni, aveva già completato una prima stesura che 20 anni dopo riscrisse da zero (e che fu pubblicata, postuma, nel 1910).

Meno conosciuta è la storia del Dizionario delle idee comuni e di Bouvard e Pecuchet. Entrambi i libri (una specie di vocabolario il primo, un romanzo il secondo) riprendono una delle passioni più antiche di Flaubert, cioè il suo gusto per la bêtise. Non credo esista un termine italiano che riproduca il senso esatto di bêtise: balordaggine, sciocchezza, stupidaggine, oppure bestialità lambiscono da vicino, senza mai centrare, il concetto molto francese legato a…

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