Maria Grazia Insinga. La parola che c’è — Zona di disagio

Non ci sono virgole né interpunzioni. O lettere maiuscole. C’è, ma solo di tanto in tanto, qualche punto interrogativo. Luogo dimentico e memorabile. Epopea della parola e del suo spazio nomade. Richiedente. E alieno al suono distinto. Un rumore bianco. Un idioma nascosto. Nessuna metamorfosi. Questa volta la poesia è Logos dell’apparizione. Un infinito areale. […]

via Maria Grazia Insinga. La parola che c’è —

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