L’archetipo della parola, di Marco Ercolani

perìgeion

Dì ciò che il fuoco esita a dire

Sole dell’aria, chiarezza che osa,

e muori d’averlo detto per tutti

Paul Celan

Dalla scomparsa degli ultimi grandi maestri della poesia italiana, dal dopoguerra, rimangono solo punti di riferimento labili per i giovani autori. Non sono spariti i buoni maestri, certo, ma il problema è che molti di questi sono poco visibili, si tengono al margine.

Uno di questi è Marco Ercolani, psichiatra e fine scrittore di narrativa breve, saggista e infine poeta. Ho conosciuto Marco nella mia prima frequentazione del blog La dimora del tempo sospeso di Francesco Marotta, figura eretica del nostro panorama letterario, un luogo che fa da controcanto a buona parte del mainstream letterario italiano, spesso legata a logiche del dare e dell’avere reciproco, causa purtroppo del proliferare di certa poesia di corte e di cortile.

Marco Ercolani dal duplice punto di osservazione, psichiatrico e creativo letterario, produce…

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