Un viaggio nel pensiero della follia

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Nessuno può dire di essere stato esente, in un dato momento della propria vita, dal “rapimento folle” ovvero da quella cupa e sorda volontà di annientamento rivolta contro il mondo e contro se stessi che, pervadendo tutta l’umana essenza, ha obnubilato temporaneamente la razionalità delle nostre azioni. Follia questo è il termine esatto, follia silenziosa oppure follia violenta ma non permanente, un attimo, un raptus, ma non così grave da poter condizionare una vita. Platone nel Fedro parla della follia descrivendone quattro forme diverse: profezia, divinazione, ispirazione poetica e delirio erotico, egli li definisce doni divini, il delirio erotico è addirittura “l’imitazione del dio”.

La follia come dono divino è un concetto molto diffuso nel mondo antico, ma lo ritroviamo anche nel pensiero di Giordano Bruno in De gli heroici furori, in una prospettiva metafisica completamente rivisitata in cui l’essenza del divino è ridefinita alla luce della concezione…

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