morire per una religione è più semplice che viverla con pienezza

Nosce Sauton

“Quando le sirene lo proclamarono, io ero degente nell’ospedale, cercando di perdermi e di obliarmi nei libri di Schopenhauer. Simbolo del mio vano destino, dormiva sul davanzale della finestra un gatto enorme e soffice. 

Nel primo volume dei «Parerga e Paralipomena» rilessi che tutti i fatti che possono accadere a un uomo, dall’istante della sua nascita a quello della sua morte, sono stati preordinati da lui. Cosi, ogni negligenza è deliberata, ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umiliazione una penitenza, ogni insuccesso una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio.
Non c’è consolazione più abile del pensiero che abbiamo scelto le nostre disgrazie; una tale teleologia individuale ci rivela un ordine segreto e prodigiosamente ci confonde con la divinità.

Quale ignorato proposito (mi chiesi) mi aveva fatto scegliere quella sera, quelle pallottole e quella mutilazione? Non il timore della guerra, ne ero certo; qualcosa di più profondo. Alla fine credetti…

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male 66 years old
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