fantasmi elettronici sul cammino di Santiago


collegamenti visivi: la via lattea

Finisterrae: fantasmi elettronici sul cammino di Santiago.
Finisterrae, atipico road movie con fantasmi diretto da Sergio Caballero, codirettore del Sónar – Festival Internacional de Música Avanzada y Arte Multimedia de Barcelona, è uscito trionfante dalla 40° edizione del Festival di Rotterdam, conquistandosi il prestigioso Tiger Award come miglior film.
FINISTERRAE, di Sergio CaballeroNel teaser, l’immortale mantra ipnotico di Janitor of Lunacy: 1970, Nico. Nel trailer, le irresistibili pulsazioni di Ghost Rider di Alan Vega e Martin Rev: 1977, Suicide. Due brani leggendari che rappresentano alcune delle tante anime di Finisterrae, atipico road movie con fantasmi non a caso diretto da Sergio Caballero, codirettore del Sónar – Festival Internacional de Música Avanzada y Arte Multimedia de Barcelona, grande evento di musica elettronica vicino al 20° compleanno.

Finisterrae è il suo esordio sul grande schermo: pensato inizialmente per l’immagine grafica del Sónar 2010, questo esperimento sta diventando un piccolo caso cinematografico. Partecipa al 43° Sitges Film Festival nella sezione Nuevas visiones, poi a L’Alternativa, Festival del Cinema Indipendente di Barcellona, e il 6 febbraio è uscito trionfante dalla 40° edizione del Festival di Rotterdam, conquistandosi il prestigioso Tiger Award come miglior film.

La Cicatrice Intérieure di Philippe Garrel VS Finisterrae di Sergio Caballero (thanx to ecosdecine)Tante anime, dichiarate esplicitamente o meno: il gusto per l’avantgarde, una componente poetica, quasi esoterica, l’omaggio, anche ironico, in molte sequenze a La Cicatrice Intérieure (anche l’Oracolo a cui si rivolgono i due fantasmi si chiama Garrel), il teatro dell’assurdo, un sense of humor che si rifà a quello dei Monty Python, esasperato dall’uso eccellente di un budget minimo e dall’assenza di un copione fisso, ma anche le atmosfere predilette dal fotografo Gregory Crewdson (anche se non siamo in America, troviamo gli animali imbalsamati, i paesaggi apparentemente pacifici turbati da un solo elemento incongruo, le tinte sature di una natura sempre un po’ sinistra).

I fantasmi, di origine russa e morti da poco, non intendono abituarsi troppo alla loro nuova condizione, anzi, raggiunto l’oceano, sperano di riconquistare la loro condizione umana – sono accompagnati da un cavallo come in un memento mori medievale, ma interpretati da due attori coperti da un lenzuolo come in una barzelletta (semplice accorgimento che li sospende di continuo tra risata e inquietudine). FINISTERRAE, di Sergio CaballeroAttraversano la Spagna tra Barcellona e A Coruña (entrambe sedi del Sónar) in un cammino di Santiago rivisitato, per strade asfaltate, boschi, paesaggi galiziani mozzafiato. Imbattendosi in animali di legno o in carne e ossa, vivi o imbalsamati, foreste di orecchie e altri strani fenomeni.
La splendida fotografia è di Eduard Grau, che ha dimostrato il suo grande talento già in Honor de Cavalleria di Albert Serra, Buried di Rodrigo Cortés e A single man di Tom Ford. Coproduce Lluís Miñarro, produttore per Apichatpong Weerasethakul, Albert Serra, Lisandro Alonso.

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