Primo Levi e i colori del Lager

La Stanza 101

Primo Levi è uno di quegli autori imprescindibili: da leggere per conoscere e per conoscerlo, da leggere per ricordare, da leggere per “guardare”. Partigiano, intellettuale, deportato e poi sopravvissuto, chimico, scrittore e soprattutto osservatore. I suoi occhi sono prima di tutto quelli di uno scienziato razionale che guarda il mondo da dietro gli occhiali di protezione in laboratorio – come richiede il suo lavoro – ma anche quelli di un autore legato ai particolari e capace di imbastire narrazioni che spaziano dal vissuto personale all’immaginazione (come accade ad esempio con i racconti). Tanti sono i dettagli che arricchiscono e attraversano le storie che Levi racconta, e quasi tutti hanno un minimo comune denominatore: i colori. Suona quasi strano immaginare come colorate due opere che, a posteriori, sono diventate il simbolo di quella che è stata l’atrocità della deportazione, eppure in Se questo è un uomo e La tregua le…

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