Non esiste altro lessico se non il tuo, in poesia

LIBRIMPROBABILI


I libri degli scriventi. O dei dilettanti. Ne ricevo, più o meno, una dozzina al mese, quindi, se per un paio di mesi ho lasciato tavolo e sedie in abbandono, vuol dire che ne avrò più di una ventina da considerare e, quando lo faccio, i miei sentimenti sono contesi da irritazione e tenerezza. L’irritazione viene prima, necessaria e inevitabile, mi afferra ogni volta che leggo spropositi o spaventose ingenuità che d’istinto vorrei correggere con la matita blu. Ma dopo un po’, tutti quei tentativi falliti, tutte quelle parole fuori bersaglio, tutti quei libri destinati a sfiorire nell’istante stesso in cui vengono scritti mi soffiano dentro una nota di tenerezza che abbraccia a un tempo sia me stesso sia l’autore sconosciuto che sto leggendo in quel preciso momento.

Quando si legge, un mondo viene trapiantato in noi e noi veniamo trapiantati in quel mondo: è l’incantesimo di…

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