Possiamo scappare da noi stessi? Ecco cosa ne dicono Kavafis e Orazio

La sottile linea d'ombra

Forse il lunedì mattina non è il momento più adatto per le domande esistenziali, ma io scrivo al termine di una bella domenica pacifica in cui mi è venuta sotto mano la poesia di Kavafis che adesso vi propongo, in cui l’autore cerca sostanzialmente di rispondere a questa domanda: quando la nostra vita non ci piace la soluzione può essere quella di andarcene, cambiare tutto e ricominciare da un’altra parte?

Si tratta di un testo dal taglio abbastanza cupo, che affronta il tema dei rimpianti e dei rimorsi in un’ottica poco speranzosa: lo stato d’animo è quello di chi si guarda indietro, non vede nulla per cui essere felice e cerca lontano un’alternativa alla tristezza e alla malinconia del luogo in cui si trova.

Konstantinos Kavafis, La città

Hai detto: “Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al…

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