Io e Dante

NEL LABIRINTO DELLA COMMEDIA

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La lettura del libro di Gianni Vacchelli, “Dante e la selva oscura” , ha stimolato in me diverse pensieri. Parlandone anche con l’Autore, ho trovato che la grandezza del poema è nell’essere al tempo stesso atemporale e pienamente calato (immanente) al tempo presente.
Dante riesce nel miracolo, lui uno, bino e trino, ad essere al tempo stesso archetipico e politico. Negare una delle due dimensioni significherebbe ritornare della Commedia un’immagine mutila.
Da qui sicuramente si apriranno nuove possibilità per me di restituire del poema anche questa densità storica.
Dante è nella storia e alla storia, la nostra storia, lui parla.

Nel mezzo del cammin di nostra vita.

Io so che Dante ha sempre accompagnato la mia storia (“Mi ritrovai in una selva oscura”). Da quando piccino, prima ancora di saper leggere, “leggevo” la Commedia attraverso le immagini di Gustavo Doré.

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E poi mi ha accompagnato anche quando…

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