MAI

ladimoradelpensiero

“Il tuo miglior insegnante è il tuo ultimo errore”
L’ho letto tatuato sul braccio di un ragazzo, ieri pomeriggio, mentre attendevo il mio turno, in coda alla cassa del supermercato.
D’istinto, mi sono domandata quale, quali o quanti “errori” abbia mai potuto collezionare un ventenne e il carico di sofferenza che può averlo spinto a farne un promemoria.
Non ho trovato risposte, è impossibile trovarle in uno sguardo, in una manciata di minuti che si spezzano, al contrario, ho trovato domande, il lembo di un filo sottile che tirato spalanca la porta dell’io.
Mezzo secolo, alle spalle un lungo percorso sterrato, la polvere o l’aria limpida, chilometri di pagine in cui sono fissati eventi grazie ai quali ravvedersi o tenere salda una data rotta, e l’idea, vacua, di avere in tasca il necessario per il proseguo del viaggio al riparo da insidie.
Negli occhi di quel ragazzo, per un istante…

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