ma che voce è questa? – M. Blanchot

vengodalmare

… – In effetti tutto comincia, per così dire, come nell’Iliade, con una invocazione alla Musa, con un appello alla voce, col desiderio di affidarsi a quella parola del fuori che parla da ogni parte. Tra l’essere, appena vivente ed anche non vivente, ridotto al suo ansimare a livello del fango, e la voce anonima, si stabiliscono dei rapporti che, nella loro risibile irrilevanza, sono più importanti delle peripezie e dei fasti della storia. Prima di tutto l’ansito copre la voce; e dunque il respiro, pegno di vita, deve placarsi perché sia della vita, perché l’essere possa dire sento la mia vita. E lo dice sempre con una certa felicità; pare che quella di udire sia l’ultima passione, anche se interrompe la vita, o forse proprio perché la interrompe.

Udire, solo udire: la mia vita una voce fuori qua-qua da tutte le parti delle parole dei frammenti poi…

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