I morti si raccontano: l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

La sottile linea d'ombra

È possibile parlare di morti senza risultare lugubri? Questa è un’associazione quasi immediata e di per sé è anche naturale: se si parla di morti o si è tristi perché si è stati colpiti in prima persona da un lutto, oppure generalmente in letteratura chi scrive sulla morte ha quantomeno un’inclinazione per il tetro. C’è però una bella eccezione: l’Antologia di Spoon River, una raccolta del poeta americano Edgar Lee Masters, la cui versione definitiva è stata pubblicata nel 1916.

Lee Masters ha avuto un bel po’ di fantasia e ha deciso di scrivere gli epitaffi di 248 abitanti di un villaggio americano immaginario, ispirandosi però in parte alle vite degli abitanti di due paesi reali – i quali paeraltro reagirono con somma indignazione alla mezza in piazza di tutti i loro fatti più privati.

Le poesie di Lee Masters raccontano l’umanità nella sua forma più varia.

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