Dolore, dissacrazione e inconcludenza: così nacque Il primo Dio

LIBRIMPROBABILI


Poche volte capita di assistere alla germinazione della follia sin dai primi, delicatissimi momenti dell’infanzia. Li chiamano anni verdi, dove grazia e amore e spensieratezza nascondono agli occhi dei bambini la natura del mondo e il concetto di sofferenza. Non così fu per Emanuel Carnevali, al secolo Manuel Federico Carlo Carnevali. D’altra parte il suo sgangherato romanzo autobiografico Il primo Dio, che racconta le vicende che portarono lui, migrante italiano senza arte né parte, a diventare portavoce dell’America del primo ‘900, avverte subito il lettore di cosa si parlerà per tutto il libro: caos, privazione e tanti calci nelle gengive, sia metaforici sia reali. La giovane vita di Carnevali, nato a Firenze nel 1897 e cresciuto a cavallo di Piemonte ed Emilia Romagna, comincia pressapoco in questo modo:

Mai una volta ho visto mia madre che non fosse ammalata. Era morfinomane: s’era assuefatta all’uso della…

View original post 2.506 altre parole

Questa voce è stata pubblicata in laboratorio di scrittura. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...