I limiti della narrazione per immagini | L’indiscreto

HyperHouse

Su L’indiscreto un articolo che analizza le differenze tra il narrato a parole e quello per immagini, sottolineando che il primo media porta il lettore a sforzarsi per costruire la scena, le espressioni, le emozioni dei protagonisti attraverso la propria mente e l’immaginazione, mentre il secondo ha caratteristiche più passive, dovendo lo spettatore fruire immagini ed emozioni strettamente veicolate dalle immagini stesse; in altre parole, con le immagini c’è poco da immaginare, con le parole bisogna farlo in toto. Anche la definizione del fruitore (lettore nel primo caso, spettatore nel secondo) indica quale sia la forma di passività che si sviluppa attraverso le immagini.

Quello che resta unico e incontrovertibile della letteratura è la possibilità di immaginare, che permette al singolo di non sentirsi quasi mai veicolato attraverso un’impressione troppo forzata. Se l’arte è comunicazione in quanto rende universale un’esperienza percettiva individuale, la letteratura continua a essere in prima fila…

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