an holiday day in the extermination time

L’idea di trasformare i cittadini in schiavi in realtà è assai vecchia e proviene dallo stesso cicli di produzione industriale in cui oltre ai prodotti si producono le scorie.
Quello che era un dato strutturale ha subito nel tempo e nei diversi luoghi una evoluzione.
Si è assistito alle più varie forme di rarefazione di oggettivazione di inevitabili di ineluttabilità
Gli essere umani sottoposti si sono equamente divisi in schiavi consenzienti e non consenzienti dove i primi usufruiscono dello status di “salvati” mentre i rimanenti vengono colpiti dalla “giustizia divina” in quanto di peccatori, di malati di mente, di imprigionati, di miserabili, di poveri ingrossando i circuiti secondari della generazione del profitto.
Il tutto in percorsi complessi, in intrecci ed usi politici; quello che era un unico esercito industriale di riserva si viene a scontrare con altri nuovi e ben più ricattabili eserciti industriali di riserva ben più giovani, i più miserabili, più istruiti e soprattutto meno usurati.
Nessuna regola a fronte di una narrazione continuamente mistificata collegata a memorie passate e mai comprese, il dato oggettivo industriale della produzione dello scarto diventa invece un progetto un progetto di sterminio che chi amministra la cosa pubblica gestisce localmente o globalmente.
Una degenerazione antropologica e inumana e anche uno degli ideali del capitale che da sempre annichilisce le visioni che siano altre dalla sua.

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