Arthur Rimbaud, “Una stagione all’inferno”: Deliri

LA PRESENZA DI ÈRATO

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DELIRI
II
ALCHIMIA DEL VERBO

Veniamo a me. La storia di una delle mie follie.
Mi vantavo, da molto tempo, di possedere tutti i paesaggi possibili, e trovavo risibili le celebrità della pittura e della poesia moderna.
Mi piacevano i dipinti idioti, sovrapporte, scenari, tele di saltimbanchi, insegne, miniature popolari; la letteratura fuori moda, latino di chiesa, libri erotici sgrammaticati, romanzi della bisnonna, racconti di fate, libriccini per l’infanzia, vecchie opere, ritornelli melensi, ritmi ingenui.

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