lo sforzo antropologico di comprendere lo stato attuale della civiltà occidentale – la narrazione della decadenza


Fellini Satyricon, all’estero noto come Satyricon, è un film del 1969, co-scritto e diretto da Federico Fellini, liberamente tratto dall’omonima opera dello scrittore latino Petronio Arbitro.

I protagonisti sono Ascilto ed Encolpio, due giovani scapestrati romani che vivono di espedienti in una Roma imperiale simbolo della decadenza morale dei tempi. Lo sfondo sociologico del film è quello delle nuove classi sociali, come i liberti arricchiti e i cavalieri.

I due si innamorano dell’efebo Gitone e per un po’ le sue grazie vengono divise dai due fino a che questi sceglie Ascilto. A questo punto, Encolpio sconfortato si lascia andare psicologicamente e viene coinvolto in varie avventure: scampa ad un terremoto e partecipa ai viziosi banchetti di Trimalcione, fino ad arrivare alla nave del pirata Lica al servizio dell’imperatore. Qui incontra di nuovo Gitone ed Ascilto.

La storia vede alternarsi violenze carnali, rapimenti e varie peripezie: addirittura Encolpio combatte contro il Minotauro fino ad essere sconfitto.

Al culmine della trama Ascilto muore ed Encolpio viene sommerso dalla tristezza e dalla depressione, fino ad imbarcarsi sulla nave di Eumolpo, un anziano ed astuto poeta. Eumolpo in punto di morte decide di nominare come suo erede chi si nutrirà delle sue carni, ma Encolpio rifiuta questo atto di cannibalismo.

Il film non ha un’unità narrativa ben definita e lineare: la scena della cena di Trimalcione, liberto arricchito ma ignorante e volgare, è l’unica parte completa ripresa dall’opera di Petronio. Eumolpo, ubriacatosi insieme agli altri commensali, offende Trimalcione, che si era vantato poeta e filosofo: per questo motivo viene catturato e torturato. La scena si sposta con Encolpio che osserva ciò che accade senza aiutare il compagno d’avventura. In seguito i commensali e i servi di Trimalcione inscenano la morte di quest’ultimo e il suo funerale, con il liberto arricchito che dirige dalla bara tutto il rito kitsch in un’atmosfera surreale e decadente.

Il film girato da Fellini non è una trasposizione letterale del romanzo originale di Petronio. Esistono infatti numerose differenze tra le due opere. Tra le principali modifiche apportate dal regista al testo originario, ci sono l’aggiunta dell’episodio dell’oracolo ermafrodita, che non è presente in Petronio. Nell’adattamento di Fellini, il fatto che Ascilto rapisca l’ermafrodito, il quale muore successivamente per disidratazione in una landa desolata durante il cammino, ha la funzione di presagio di sventure future, e porta alla morte di Ascilto verso la fine del film (anch’essa assente nel testo originale). Altre aggiunte di Fellini sono l’episodio del minotauro nel labirinto (che prima cerca di uccidere Encolpio, per poi riconciliarsi con lui e cercare di baciarlo), e l’apparizione della donna malata di ninfomania il cui marito ingaggia Ascilto affinché entri nel suo carro a soddisfare la moglie.

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male 64 years old
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