Foucault : “La rimozione della follia e la costruzione del soggetto”

In un saggio che ha avuto un notevole successo, Storia della follia (1961), Foucault studia il modo in cui l’uomo moderno ha costruito l’immagine di sé come persona razionale, dominatore del pensiero, signore della natura, padrone della scienza e delle tecnologie. Per farlo, sceglie di studiare la follia, e più esattamente il modo in cui dall’età degli umanisti a oggi l’uomo occidentale ha trattato il fenomeno della devianza psichica, quel fenomeno, cioè, che maggiormente mette in crisi il modello vincente di razionalità, la razionalità “cartesiana” del cogito. Attraverso minuziose e affascinanti analisi Foucault mette quindi in luce che il soggetto – il cartesiano soggetto che pensa – può autorappresentarsi come fondamento del divenire storico e del sapere soltanto se elimina come errore – “devianza” – tutti quei tratti della personalità umana che non possono essere conciliati con esso. La storia della follia è quindi interpretata come storia del tentativo, riuscito, di rimuovere (nel senso psi-coanalitico del termine1) alcuni aspetti dell’uomo perché altri possano essere messi in luce nella loro purezza. La civiltà occidentale è quindi il frutto di un processo di rimozione di intere sfere di razionalità, sensibilità, realtà profonde, identificate come devianti.

Ciò che l’uomo moderno intende per follia nasconde invece in sé una grande ricchezza: se studiata da un’angolazione non deviata dalla cultura vincente, essa mette in luce aspetti estremamente interessanti della personalità umana, aspetti che potrebbero arricchire l’uomo se non venissero rimossi. Essi appartengono alla natura umana, se è ancora possibile parlare della natura umana come di qualche cosa di puro (così come si parla della natura di una cosa nella sua oggettiva esistenza materiale): l’uomo non è forse il prodotto del suo stesso rappresentarsi? Nella sua storia egli non è anche ciò che si rappresenta? La filosofia deve proporsi l’obiettivo di mettere in luce ciò che è nascosto nelle pieghe della razionalità vincente, perché c’è il rischio che la pura razionalità, poiché nasce da una rimozione, finisca col condurre l’uomo a distruggere l’uomo stesso. L’idea di progresso, ad esempio, poiché nasce da una sistematica rimozione di tutto ciò che non può conciliarsi con essa, rischia di lacerare l’uomo sviluppando solo alcuni aspetti della sua personalità, lasciando inaridire gli altri. Al vertice del progresso, in questo modo, potremmo ottenere, come massimo successo, quello di non avere più l’uomo.

– FOUCAULT “LA RIMOZIONE DELLA FOLLIA E LA COSTRUZIONE DEL SOGGETTO

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