leggi la lirica ascolta la musica – Strano /Essay Writing Music – Getting Back Together – Get Productive, Create Flow



mi sono chiesto
quello che mi hai chiesto
ma nessuna risposta viene
sapessi la cosa non mi sorprende affatto
anzi è come fosse
la conferma che al fondo
di tutto abita un segreto

terribile è quello che è possibile
anzi di tutto quello che resta è probabile
che non si sa dove trovare
non risulta alcuna cosa di palpabile
neppure non assomiglia
a qualche frutto esotico
a qualsiasi tipo di gioco introvabile
come fosse qualcosa mai visto
mai conosciuto
per questo
anche se dovesse capitare
davanti non si riconoscerebbero
le forme non saprei dire
se ci potrebbe essere
qualcosa di inusuale
qualcosa di strano
qualcosa dopo di cui parlare

l’abitare lontano
potrebbe essere semplice come soluzione
al problema delle astiosa vibrazione
che offende l’orecchio
danneggia il sistema nervoso
senza dare nell’occhio
si potrebbe pensare
di eliminare
tutte le cause di fastidio celebrale

si potrebbe
celebrare il rito del sale
senza che i frettolosi
avessero il tempo di accorgersi
di essere fuori posto
di essere celebrativi assenti
da sembrare velocemente
adeguati passanti

occupare suoli pubblici
riandare ai tempi biblici
ascoltare orchestre timbriche
ciclicamente dissodare orti
piantare piante ricurve
separare frutti tondi
mormorare frasi
fatte solo di vocali
abrasioni vuote
di suoni gutturali
energie rimaste attaccate

mentre mi muovo
sono sonoro
aduso al canto
mentre piano
riporto tutto il mio intero corpo
all’origine alla partenza
di una staffetta lenta

negli oscuri frangenti
gli occasionali perdenti
dentro cassoni
di oggetti lasciati
in soffitte ad invecchiare
lasciati sapendo
che in un altro futuro
potrebbero essere
presi di nuovo in mano
semplicemente guardati
presi tutti in blocco
da sconosciuti
che se ne devono liberare

la riproduzione degli insetti
dalle molte gambe
la riproduzione delle stampe
del gesso fresco da posare
a fondo il calco delle mani
una impronta da lasciare
un segno
che resta la sul banco
sulla lastra
nel fango bianco
che diventa duro
fragile come un vetro rotto
poi briciole di colpo
pezzi da buttare via
non più conservabili
oggetti di scavo
non rintracciabili
vecchie ossa
dissotterrate da secoli sepolte
poi per sbaglio
riesumate dallo scavo
dalla casa dal palazzo austero
dovrà per forza essere esplorato
il buco nero

accumulata la pietra
per essere usata
occhi posticci
pelli scuoiate di fresco
lasciate asciugare
al vento freddo
di un nord mai incontrato
cartolina
sconosciuta ovvero
solo in una lucida mattina

sostare andare
svenire sotto una tettoia
aspettare che qualcuno muoia
tutta una casualità ingombrante
un destino fatto di proposte stanche

sapessi come è strano
andarsene per poi trovarsi
lontano dagli edifici
da qualche parte
per corsi nelle strade
nel posto raccolto
che si è sempre percorso
senza mai guardare niente
tanto le cose
erano sempre uguali
le strade le case
gli sconosciuti che erano
sempre
restati tali
che anche se si incontrassero
mille volte
estate inverno
con lo stesso vestito
sarebbero sempre avvolti

chi siano mai si saprebbe
mai se qualche volta li abbiamo
anche incontrati non lo sappiamo
due parole
non abbiamo mai scambiato
hanno corpi
sempre stati
movimento di oggetti
disarticolati cadaveri semoventi
oggetti da evitare oggetti
con cui bisogna fare i conti
e non doversi mai scontrare

domicili particolari
di identità anagrafiche comunali
pare che per lo stesso numero
ci sia qualcosa
che renda comune
tutti gli estranei del caseggiato

quando si prende l’autobus
che aspetta nella piazza
davanti alla chiesa
pazza l’idea quella
di andare da qualche
parte di sera tardi
si scorda
che quella è l’ultima corsa
che non ci sarà
chi ci porterà indietro

link Youtube – Essay Writing Music – Getting Back Together – Get Productive, Create Flow
© lyric by Marino Pancheri, 2015. Tutti i diritti riservati.

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