il dolore condiviso nell’era dei social

Il video choc del padovano Andrea, 52 anni, che si è tolto la vita in Australia dove si era trasferito da due anni (video da YouTube)


PADOVA. Martedì 23 giugno, Perth, Australia. Interno di una casa. Telecamera fissa su un uomo seduto a una scrivania. A lato si intravvede una libreria, dietro un angolo di stenditoio. «Mi dispiace ma devo interrompere così la mia vita. Ho capito tutto e non posso accontentarmi di sopravvivere ora che ho provato come potrei finalmente vivere»: queste due frasi come pugni sullo stomaco accompagnano il video (in due puntate, venti minuti in tutto) che quell’uomo ha postato alle 6.20 italiane, 16.20 in Australia, su Facebook e YouTube. E mentre sulla sua pagina Fb si accumulavano i messaggi degli amici preoccupati, con quella incongrua leggerezza da social network fatta di faccine con la lacrimuccia, cuoricini rosa, puntini di sospensione, rapidi inviti a non mollare, condivisioni come fosse l’invito a una festa, lui si impiccava per davvero. Si chiamava Andrea Grigoletto, era un cinquantenne padovano che da due anni si era trasferito a Perth in Australia «per conoscere se stesso». A Padova ha lasciato un fratello e una sorella, la madre morì lo scorso anno.

Il video su Fb ha seminato l’allarme e in breve, quel martedì, sono arrivati i soccorsi a casa di Andrea. I paramedici l’hanno staccato dal cappio, l’hanno steso e per un’ora hanno cercato di rianimarlo. Fino a riuscirci. Il cuore ha sì ripreso a battere ma il prolungato stato di asfissia aveva causato danni devastanti e irreparabili. Alle 22.59 ora italiana così il fratello risponde sempre su Fb alle domande pressanti di molti amici: «Credo che non ci sia più nulla da fare».

La vita di Andrea resta allacciata a tubi e macchine, speranze non ce ne sono e i medici venerdì mattina “staccano la spina”. Ieri c’è stata a Camin una cerimonia in memoria del cinquantenne e a Perth martedì 30 giugno, il giorno del compleanno di Andrea, ci sarà il funerale. Le sue ceneri saranno disperse nell’oceano, così come voleva. Un suicidio, un uomo che come tanti altri si è tolto la vita. Una scelta avvolta nella più stretta privacy non fosse che il cinquantenne l’ha resa pubblica nel mondo con quei venti minuti di spiegazioni che peraltro poco chiariscono di ciò che annunciano voler spiegare, ovvero il motivo della scelta senza ritorno. Si è specchiato su quella telecamera che con cura aveva puntato su si sé, si è specchiato sugli sguardi delle persone che quel video avrebbero guardato, sull’effetto che le sue parole avrebbero fatto, sprofondandosi da protagonista in un’esistenza viruale. L’hanno vista in 1600 la prima parte del video su YouTube, molti meno la seconda parte.

Il bel viso con incisa la più triste delle espressioni, un auricolare, una maglia grigia a collo alto, nel video Andrea parla, e parla, e parla. «Nell’antichità gli anziani sapevano quando era il momento di morire. Io non ho questa capacità, sto valutando dei modi», esordisce dopo aver chiesto ad amici e nemici di non sentirsi in colpa. «Ho deciso di fermarmi perché sono stanco di fare questa vita vegetale. Stanco di vedere gente che si distrugge l’un l’altro, stanco di vedere sogni infranti». I suoi per primi. C’è una donna di mezzo, molto giovane, un legame che lui descrive potente: «come l’aria, il fuoco, l’acqua». Ma la storia non è andata avanti. «E’ duro capire che non potrei mai condividere la vita con questa persona», spiega «preferisco uscire di scena e lasciarla libera di commettere i propri errori. E vedo che li sta già commettendo. Ma chi sono io per dire a lei: così non si fa?». Termina ringraziando i familiari uno per uno, gli amici e ringrazia anche «quelli che si sono detti amici ma invece mi hanno ferito profondamente». E il commiato: «Devo solo trovare il momento giusto per passare oltre e vedere cosa c’è nell’aldilà». E il momento giusto è arrivato mezz’ora dopo.

Accenna a essere arrivato a pensare al suicidio anche un anno fa e di essersi rivolto a specialisti. Non sono serviti. Si era affidato molto pure alla religione, Medjugorje era diventato un punto riferimento, vi era andato in pellegrinaggio per due volte.

Nel video, prima di salutare e ringraziare i suoi cari, in qualche modo saluta anche il mondo web, quello ai quali si è rivolto nel suo ultimo messaggio: «Abbiamo passato venti minuti insieme nell’ultima parte della mia vita». Una condivisione con tutti e nessuno. E sono rimaste le lacrime di chi gli era vicino cercando, invano, di sostenerlo.

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