un film politico (voto 8) O Beijo da Mulher-Aranha di Héctor Babenco (1985)

Il bacio della donna ragno è un film del 1985 diretto da Hector Babenco. Ispirato all’omonimo romanzo di Manuel Puig, descrive la relazione che si instaura tra due detenuti: un omosessuale e un dissidente politico, negli anni settanta, durante la dittatura militare brasiliana.
Per l’ottima interpretazione di un ruolo così ambiguo come quello di Molina, William Hurt vinse l’Oscar al miglior attore e il premio per la miglior interpretazione maschile al 38º Festival di Cannes.
Due detenuti, Valentin Arregui, rivoluzionario marxista, e Luis Molina, omosessuale condannato a otto anni di reclusione per aver avuto un rapporto con un minore, dividono la stessa cella. Molina è un personaggio eccentrico, dai modi effeminati e teatrali, che ama rivivere le storie d’amore dei film immedesimandosi nelle protagoniste femminili e condividerle con il compagno di cella, insieme ai propri ricordi, pensieri e sogni. Valentin è un personaggio duro e concentrato sui propri ideali rivoluzionari; benché inizialmente infastidito da Molina per la mancanza di concretezza e di impegno sociale, progressivamente si appassiona ai racconti del compagno di cella e instaura un dialogo che gradualmente li avvicina.

La realtà della vita carceraria si alterna alle scene di un film ambientato a Parigi, durante l’occupazione nazista, che Molina racconta a Valentin con tono trasognato e ricchezza di dettagli che sottolineano lo stile di vita lussuoso e frivolo dei protagonisti. Al centro della storia c’è l’amore tra Leni Lamaison, una ragazza che collabora con la resistenza francese, e l’ufficiale nazista Werner. A un certo punto del racconto Valentin si rende conto che il film descritto come storia d’amore è in realtà una pellicola di propaganda nazista e rimprovera il compagno di non essersene reso conto e di vivere fuori dal mondo: i nazisti, che lo affascinano tanto, hanno sterminato gli omosessuali come lui. Pur consapevole dei crimini nazisti, Molina gli risponde che l’immersione in quel mondo patinato è l’unica possibile fonte d’evasione.
Valentin e Molina hanno entrambi delle donne che li aspettano fuori dal carcere: nel caso di Molina, è la madre; nel caso di Valentin sono la fidanzata e compagna di lotta Lidia e l’amante borghese Marta, che questi immagina nelle vesti di Leni nel racconto di Molina.

Le condizioni della prigionia mettono a dura prova i due protagonisti: dapprima Molina e dopo Valentin patiscono dolori addominali a causa del cibo somministrato loro. In quest’occasione Molina si prende amorevolmente cura del compagno.
Presto si scopre però che Molina è un doppiogiochista: pur di ottenere la libertà condizionata e generi di conforto (cibo, sigarette, …), si presta a collaborare con il direttore del carcere Warden e un poliziotto di colore, per ottenere da Valentin informazioni sulla sua cellula rivoluzionaria. Si scopre anche che le coliche addominali erano dovute al cibo avvelenato dai carcerieri per indebolire progressivamente Valentin e indurlo a cedere agli interrogatori. Molina si è però innamorato di Valentin e questo lo induce a non confessare al direttore del carcere le informazioni che man mano ottiene.

Pur non avendo ottenuto informazioni da Molina, il direttore del carcere decide di liberarlo. Al momento del commiato, Valentin accetta di avere un rapporto sessuale con Molina, come segno di riconoscenza e di affetto.
Molina racconta un’ultima storia, questa volta di tipo allegorico, un naufrago approda su un’isola dove trova una creatura mostruosa e meravigliosa al tempo stesso, la donna ragno del titolo, che lo attira nella sua casa di ragnatela, versando alla fine un’unica lacrima.
Valentin ha bisogno di trasmettere un messaggio a Lidia e chiede a Molina di contattarla per telefono. Lui esita, perché teme di poter essere coinvolto, ma alla fine, nonostante il pericolo, accetta l’incarico.
Durante la telefonata, Lidia convince Molina a incontrarla per consegnarle personalmente il messaggio. Mentre si reca al luogo dell’incontro, Molina si accorge di essere seguito dal poliziotto di colore che aveva conosciuto in carcere, ma, credendo di averlo seminato, non rinuncia a portare a termine il proprio incarico e durante l’incontro viene ferito mortalmente senza poter comunicare con Lidia.
Nel frattempo in carcere cambiano strategia per ottenere informazioni da Valentin e iniziano a torturarlo. Dopo un’ennesima tortura un medico, in segreto, gli somministra della morfina per farlo dormire. È col sogno di Valentin che si conclude il film: il prigioniero sogna di essere liberato da Marta e di allontanarsi in barca con lei al tramonto. Solo in sogno Valentin riesce ad abbandonarsi ai sentimenti, a essere momentaneamente felice e a dire a Marta che la ama.
Il processo di osmosi caratteriale fra i due personaggi è completo: Molina comprende l’importanza della lotta per i propri ideali e la propria dignità e Valentin della necessità di non escludere i sentimenti dalla vita.

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