[L’occidente ipocrita e fragile] Die Ehe der Maria Braun – il matrimonio di Maria Braun di Rainer Werner Fassbinder ita (1979)

[L’occidente ipocrita e fragile]
film completo italiano da cineblog01

Premi:
1979 3 Orso d’argento a Rainer Werner Fassbinder, Hanna Schygulla (“premio della giuria”, “miglior attrice” e “miglior recitazione individuale” all’intero cast)
1979 1 premio del Figueira da Foz International Film Festival a Rainer Werner Fassbinder
1979 5 German Film Awards a Rainer Werner Fassbinder, Hanna Schygulla, Gisela Uhlen, Norbert Scherer, Helga Ballhaus (“miglior film”, “miglior regia”, “migliore attrice”, “migliore attrice”, “migliore scenografia”)
1980 1 David di Donatello a Hanna Schygulla “per l’interpretazione”
1981 1 London Critics Circle Film Awards (“miglior film straniero”) con Angi Vera
1989 1 German Film Awards a Rainer Werner Fassbinder (“premio speciale per il 40º anniversario della Repubblica Federale”)

Il matrimonio di Maria Braun (Die Ehe der Maria Braun, 1979) è uno dei più noti film di Rainer Werner Fassbinder, denso di avvenimenti, di personaggi, di drammaticità e di sarcasmo. Ma è soprattutto una ricca parabola sul “miracolo” tedesco e su tutto quello che è stata (nel bene e nel male) la Germania dopo la fine della Seconda guerra mondiale. È considerato il capolavoro del regista.

L’azione inizia nel 1943, all’indomani del frettoloso matrimonio, Maria Braun (interpretata da Hanna Schygulla) viene forzatamente lasciata dal marito Hermann che deve partire per la guerra.
Un reduce (amico di famiglia) che rientra dal fronte orientale, comunica a Maria che probabilmente suo marito è morto e lei si vede costretta per mantenere sé stessa e i familiari, a fare come tutte le donne tedesche nelle medesime condizioni: si mette a fare del mercato nero e nello stesso tempo lavora come entraineuse in un locale frequentato dai soldati americani.
Fatta amicizia con il soldato nero Bill, la presunta vedova ne ottiene un figlio che, però, non supera i travagli del parto.
Hermann però non è morto come si pensava ma solamente disperso in Russia e ricompare giusto in tempo per cogliere la moglie tra le braccia dell’amante statunitense. Mentre scoppia una rissa tra i due uomini, Maria difende il marito uccidendo con una bottiglia il soldato Bill.
Hermann, deciso a coprire le responsabilità della moglie, si assume la responsabilità del delitto e finisce in carcere per un lungo periodo di detenzione. Maria allora si lega in affari e in amore con Oswald, un ricco industriale che fa fortuna grazie all’intraprendenza della donna, ma lei decide di non ingannare né il marito né l’amante mettendoli al corrente della situazione.
Dopo la scarcerazione, Hermann decide di emigrare in Canada sino a che Oswald non muore a causa di un male incurabile, lasciando tutte le sue ricchezze ad ambedue. C’era infatti un patto tra i due uomini, un patto che però era stato tenuto nascosto alla donna.
Dopo la lettura dell’inatteso testamento, la casa dei Braun salta per aria a causa di una disattenzione di Maria.

Da notare che il marito parte per la guerra nel 1943, mentre l’esplosione che conclude il film avviene mentre la radio trasmette la cronaca di Germania-Ungheria, finale dei Campionati del Mondo di calcio del 1954.
Tra le due date una storia, quella della protagonista, che somiglia a quella della Germania. La Germania della disfatta bellica, della sopravvivenza poi, della disponibilità (perché anche nei momenti più difficili, il regista nega comunque alla sua protagonista la definizione di prostituta) e infine quella del miracolo economico.

Hermann, il marito di Maria, porta il nome di battesimo di Fegelein, uno stretto collaboratore di Hitler (fatto uccidere dallo stesso poco prima della fine del conflitto), ed era proprio sposato con la sorella di Eva Braun, Margarethe “Gretl” Braun, indi lo stesso cognome di Maria.

Il matrimonio di Maria Braun è in ultima analisi una successione di colpi di scena, tesi a contraddire continuamente l’immagine che dei personaggi e degli avvenimenti si facevano gli spettatori nella scena precedente. Da una parte il melodramma, dall’altra la Storia con tutte le sue contraddizioni e la sua ambiguità.

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