[frames] Satantango di Béla Tarr (1994)

Satantango – Bela Tarr/scena iniziale

Satantango – Bela Tarr / Estike’s Story

1994 – SATANTANGO – Béla Tarr – Il dottore
Satantango Durata 435 min (257+178)
Premi: Caligari Film Award (Bela Tarr) al Festival di Berlino
Satantango (Sátántangó) è un film del 1994 diretto dal regista ungherese Béla Tarr.
Coprodotto con Francia e Germania, anche se girato interamente in Ungheria, è in bianco e nero e ha una durata di oltre 7 ore. La storia è basata sul romanzo Sátántangó dello scrittore ungherese László Krasznahorkai, che nel corso degli anni ha fornito al regista Béla Tarr già numerose storie, a partire dal 1988 con il celebre Kárhozat (Perdizione). Tarr voleva girare Satantango sin dal 1985 ma fu impossibilitato nella realizzazione a causa della situazione politica che a quei tempi l’Ungheria presentava. Richiese 120 giorni di riprese ad un costo complessivo di soli 1,5 milioni di dollari.

La storia narra del collasso di una fattoria collettiva ai tempi della fine del comunismo in Ungheria. Una dozzina di individui abbruttiti vive una vita senza speranza in quello che resta di una cooperativa agricola, nell’attesa ansiosa di andarsene. Sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della comunità. Il carismatico Irimiás, che sparì due anni prima dalla comunità e che ormai tutti davano per morto, sta per tornare. La voce del suo ritorno rapidamente arriva al villaggio e il film si concentra sull’impatto e le conseguenze che il ritorno di Irimias ha sugli abitanti della fattoria che si troveranno a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás ma anche a quelle messe in atto gli uni contro gli altri.

La struttura del film è basata su quella del romanzo e prende spunto, come il titolo suggerisce, dal tango. Il film è infatti diviso in dodici parti e segue lo schema del tango, andando sei parti avanti cronologicamente e sei parti indietro. I titoli dei dodici capitoli sono i seguenti (le durate sono prese dalla versione trasmessa su Fuori orario):
1.A hír, hogy jönnek (La notizia che stanno arrivando) (41:23)
2.Feltámadunk (Resuscitati dai morti) (31:05)
3.Valamit tudni (Si viene a sapere qualcosa) (59:07)
4.A pók dolga I. (Il lavoro del ragno I.) (25:18)
5.Felfeslik (Arriva scucito) (52:02)
6.A pók dolga II – Ördögcsecs, sátántangó (Il lavoro del ragno II. – I capezzoli del diavolo, sátántangó) (42:08)
7.Irimiás beszédet mond (Irimiás tiene un discorso) (13:24)
8.A távlat, na szemböl (Prospettiva dal fronte) (51:33)
9.Mennybe menni? Lázálmodni? (Andare in paradiso? Avere gli incubi?) (29:11)
10.A távlat, ha hátulról (Prospettiva dalla retrovia) (30:28)
11.Csak a gond, a munka (Solo problemi e lavoro) (16:49)
12.A kör bezárul (Il cerchio si chiude) (28:23)

Il film è composto da numerosi piani sequenza, stile ormai classico per Béla Tarr. Secondo quanto dichiarato da Tarr stesso, ci sono soltanto 150 inquadrature in tutto il film[2]. Molte inquadrature durano anche fino a 10-11 minuti (al limite della durata di 12 min delle bobine di pellicola 35 mm): è il caso, per esempio, della lunga scena di ballo a metà film, in cui i protagonisti bevono fino a ubriacarsi. Tarr ha dichiarato che gli attori erano veramente ubriachi durante le riprese[3]
Celebre la scena di apertura, lunga quasi 9 minuti, durante la quale la cinepresa si muove al fianco di un gruppo di mucche. Ci sono numerose riprese dove i personaggi camminano per diversi minuti senza alcun taglio di scena.
Anche se il film è basato su un romanzo, buona parte del film è frutto di improvvisazione.
Il film in Italia non è stato mai distribuito nelle sale o doppiato. È stato direttamente trasmesso su Rai tre su Fuori orario, in lingua originale con sottotitoli in italiano per la prima volta nella notte del 6 gennaio 1996. Le ultime messe in onda sempre su Fuori Orario risalgono alla notte di Capodanno 2012 e alla notte del 31 gennaio 2014. Dal 4 dicembre 2012 è disponibile in DVD anche in Italia, in lingua originale con sottotitoli.
Al contrario di quanto riportano le varie fonti, il film non dura 465 minuti, ma 435 min. a 24 fotogrammi al secondo (velocità cinematografica classica) e 419 min. a 25 al secondo (velocità televisiva europea).

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