[Highlands Scotland] nel luogo sono stato anche un turista (voto 8) Shell un film di Scott Graham (2012) sub ita

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il film è stato girato a Dundonnell un villaggio nella regione del Ross and Cromarty nelle Highlands scozzesi, Scozia, sul lato sud di Little Loch Broom e ai piedi di An Teallach, proprio al nord della zona comunemente conosciuta come la “grande deserto”. Vi è un ostello della gioventù indipendente e una fattoria. Molte pecore allo stato semibrado vagano nella zona, che è il punto più nell’entroterra del loch. Le Ardessie Cascate si riversano nel lago vicino. La fauna locale comprende cormorani, gabbiani minori nero-backed e Song tordi.

Un esordio emozionato ed emozionante, con una protagonista che riempie da sola il vuoto delle Highlands
di Marianna Cappi

Shell vive, sola con il padre Pete in una pompa di benzina delle Highlands scozzesi. Può passare anche una settimana senza che si fermi una macchina, ma i due sono abituati e sembrano non soffrire la solitudine. Shell ha Pete e Pete ha Shell. Ora, però, a diciassette anni, Shell non è più bambina: prova desiderio e lo suscita, e assomiglia sempre più alla madre, con la quale Pete ha un conto in sospeso.
Shell come la stazione di servizio, maleodorante e sperduta fuori città, oppure come una cosa preziosa e meravigliosa che si trova in fondo al mare. Così è la protagonista del lungometraggio d’esordio di Scott Graham: preziosa sopra ogni cosa per il padre, epilettico, che l’ha eletta ad unica ed irrinunciabile compagna di vita (o anche per le anime sole che periodicamente fanno il pieno della sua accogliente bellezza), ma anche giovane donna esclusa dalla vita e dall’amore, confinata nel nulla da un doppio legame senza soluzione, dentro un’abitazione squallida dove le esistenze non s’inaugurano ma si rottamano (perché così la vedono i turisti di passaggio, bloccati loro malgrado da un cervo investito o da un imprevisto lungo la strada).
La bellezza è negli occhi di guarda e ce n’è tanta davvero nello sguardo di questo regista sui suoi soggetti. Immersi in un silenzio per una volta giustificato appieno dal contesto narrativo, Shell e Pete vivono un legame di sangue e di carne che si fa presto sinonimo di morte e di passione, di reciproca prigionia, fino al cannibalismo metaforico.
Ad aprire per la protagonista gli squarci fondamentali sulla propria esistenza sono i pochi incontri con gli altri: una bambina che illumina il passaggio generazionale, una donna che lascia un libro di Carson McCullers, “Il cuore è un cacciatore solitario”: un altro grande debutto che ha dato voce ai dimenticati e a chi vive ai margini.
Il film, che sviluppa e approfondisce il cortometraggio omonimo del 2008, ha il sapore di un viaggio per la sopravvivenza psichica anziché fisica, un viaggio on the road, anche se da quella casa -sulla strada, appunto- Shell non si è mai allontanata più di qualche decina di metri. Come nel romanzo americano citato, sono gli incontri che fanno il film, le tracce che lasciano più o meno consapevolmente sul personaggio splendidamente vissuto da Chloe Pirrie. La sua è una storia di liberazione dal vuoto e un’esistenza avventurosa e infiammabile, prima ancora che cominci. Ugualmente, Shell contiene una promessa indelebile, per il futuro del suo autore.

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