Filme do Desassossego di João Botelho[Sub-ITA] (2010)

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recensione da oltre il fondo

Il Libro dell’inquietudine (scritto durante il regno degli “AnimaliPazzi” che tuttora perdura)

Libro dell’inquietudine
Livro do Desassossego: Composto por Bernardo Soares, ajudante de guarda-livros na cidade de Lisboa
Autore: Fernando Pessoa. Ambientazione: Portogallo tra Cascais e Lisbona. Protagonisti: Bernardo Soares. Coprotagonisti: Il principale Vasques.
Il Libro dell’inquietudine è costituito da un’ibrida e innumerevole quantità di pagine scritte, «frammenti, tutto frammenti» come rivela Pessoa in una lettera. Pessoa non è riuscito a dare forma compiuta al suo lavoro. Tuttavia, aveva già abbozzato uno schema ed effettuato una prima selezione di testi da inserire in quello che sarebbe dovuto essere, nelle sue intenzioni, il libro definitivo. Fra i brani accolti e che, con molte probabilità, sarebbero entrati nell’edizione da dare alle stampe, ve ne sono alcuni che per il loro contenuto o, addirittura, per espressa indicazione del poeta portoghese, avrebbero potuto costituire – presumibilmente – l’Introduzione al volume, a firma di Bernardo Soares.

L’autore lo ha concepito ancor prima della nascita degli eteronomi Alberto Caeiro, Álvaro de Campos e Ricardo Reis, quando nel 1913 pubblica, con il nome di Fernando Pessoa “Nella foresta dell’alienazione”, la prima prosa di finzione destinata al Libro dell’inquietudine. Poi, per molti anni, fino al 1929 il libro torna nell’ombra, sebbene Pessoa non abbia mai smesso di lavorarvi, senza tuttavia tracciarne un piano definitivo. Nel 1929 pubblica per la prima volta dal 1913 alcuni brani del Libro dell’inquietudine, attribuiti ora al semieteronimo Bernardo Soares. Nella lettera del 1935, inviata a Casais Monteiro, direttore di «Presença», Pessoa ne descrive la personalità e il carattere, come aveva fatto per gli altri eteronimi. Come spiega lo stesso Pessoa, Bernardo Soares non è un vero eteronimo, ma un semieteronimo, perché ha una personalità molto simile alla sua, seppure mutilata. Dunque, Bernardo Soares è una sorta di Fernando Pessoa a cui sia stato tolto qualcosa.

Negli anni Ottanta, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, Il libro dell’inquietudine, costituito da circa 450 frammenti, appare per la prima volta al pubblico, edito nel 1982 dalla casa Editrice Ática, che a partire dagli anni Quaranta aveva pubblicato le poesie di Pessoa. Nel 1990-91, per i tipi di Presença, esce una nuova edizione, corretta, riorganizzata e ampliata, a cura di Teresa Sobral Cunha. Una successiva edizione della Casa Editrice Relógio de Água appare nel 1997, che ripubblica il primo volume della precedente edizione, nuovamente rivista. Nel 1998 esce l’edizione, al momento più completa, di Richard Zenith, per l’editrice Assírio & Alvim. A questa seguono altre tre edizioni, riviste e ampliate, a responsabilità dello stesso curatore. Nonostante alla fine Pessoa si sia premurato di indicare il titolo definitivo del Libro dell’inquietudine, esso non è mai esistito in quanto tale, rimanendo chiuso nel famoso baule, come gran parte dell’opera pessoana, in attesa di venire “composto”. In vita Pessoa ne aveva pubblicati solo dodici brani. L’edizione italiana del libro, pubblicata per la prima volta nel 1986, è curata e tradotta da Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre per Feltrinelli. Nel 2005 è stata pubblicata presso la collana Newton Compton una nuova edizione curata dal professor Piero Ceccucci, sistemata e aggiornata con nuovi testi ritrovati tra le carte pessoane.

Un libro di “confessioni”, una specie di diario esistenziale che, tuttavia, al di là di possibili, più o meno plausibili, definizioni di genere, ci si configura essenzialmente come diario dell’anima, una «autobiografia senza fatti», come la definisce lo stesso Bernardo Soares, che perscruta e narra, attraverso un interrogarsi e un indagare ansioso e tormentato, l’oscuro universo del subconscio che muove e determina le modalità di rapportarsi del protagonista – come di ognuno di noi – con il mondo esterno della cosiddetta realtà sensibile. Simbolista, specie nelle immagini evocate di paesaggi e stati d’animo, nell’abbandono alla suggestione dei sensi, nella mistica fusione con l’ignoto, nel rigetto dello storicismo romantico, per cui la vita non è più vista come divenire e creazione continua, ma come fantasmatica, casuale successione di attimi di rivelazioni improvvise, inframmezzati dal grigiore di un’esistenza quotidiana vana e senza scopo. Si veda, per esempio, il seguente passo di Bernardo di impressionante rievocazione intertestuale di alcune delle più suggestive immagini delle poesie di Camilo Pessanha, il maggior poeta simbolista portoghese:
“In ogni goccia di acqua la mia vita fallita piange nella natura. C’è un po’ della mia inquietudine nel goccia a goccia, negli acquazzoni con cui la tristezza del giorno si rovescia inutilmente sopra la terra.
Piove tanto, tanto. La mia anima è umida a forza di sentirlo. […] Indolentemente, lamentosamente, la pioggia batte contro la vetrata. Una mano fredda mi stringe la gola e non mi fa respirare la vita. Tutto muore in me, persino il sapere che posso sognare.

Personaggi principali[
Bernardo Soares – il triste e inquieto rêveur di Rua dos Douradores – traduce il fallimento delle illusioni, proponendosi «senza difese come orfano, volontario escluso dagli altri e dalla vita, sognatore di tutti i sogni, soprattutto di quelli improbabili […]; interiormente fratello gemello di Luigi di Baviera, prigioniero come lui di identici fantasmi». Bernardo Soares, insomma, oltrepassa e porta fino alle estreme distruttive conseguenze non solo il doloroso seppure geniale – non privo tuttavia di un glaciale fondo di ironia e di divertissement – «dramma in gente» di Pessoa, ma anche la di lui stessa postura «del sorriso nel mezzo del disastro, del significato immaginario all’interno dell’assoluto senza-senso e del naufragio»
Il principale Vasques – “Tutti abbiamo un principale Vasques, per alcuni visibile, per altri invisibile. Il mio si chiama davvero Vasques, ed è uomo robusto, gradevole, a volte brusco ma non di cattivo carattere, interessato ma in fondo giusto, con un senso di giustizia che manca a molti grandi geni e a molte delle meraviglie della civiltà, di destra e di sinistra. Altri saranno mossi dalla vanità, dall’ansia di maggiore ricchezza, dalla gloria, dall’immortalità… Preferisco l’uomo Vasques, mio principale, che è più trattabile, nei momenti difficili, di tutti i principali astratti del mondo”.

450 frammenti non costituiscono una trama ma, con pazienza, è stato compilato un indice:
Introduzione (di Bernardo Soares)
Frammenti di un’autobiografia
10. Litania
20. Assurdo
29. Sinfonia di una notte inquieta
57. Intervallo doloroso
63. Alzata di spalle
71. Temporale
77. Intervallo doloroso
102. Estetica dell’abdicazione
111. Estetica dell’artificio
139. Paesaggio sotto la pioggia
174. L’ostello della ragione
180. Intervallo
187. Giornata di pioggia
196. Prosa di vacanze
204. Foresta
208. Estetica dello scoraggiamento
234. Note per una regola di vita
237. Paesaggio sotto la pioggia
238. Sogno triangolare
289. Intervallo doloroso
296. Sogno triangolare
303. Estetica dello scoraggiamento
339. Un giorno (zig-zag)
340. Glorificazione delle sterili
343. Lettera da non spedire
347. Solitari
367. Apoteosi dell’assurdo
416. Marcia funebre
418. Il viaggio nella testa
425. Estetica dell’indifferenza
431. Chiarore lunare
443. Omar Khayyam
471. Un giorno

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