(voto 7) Nashville è un film del 1975 diretto da Robert Altman sub ita

riferimento cineblog01
prima parte sottotitoli italiano
seconda parte sottotitoli italiano

Nashville è un film del 1975 diretto da Robert Altman.

Nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Il film ruota intorno ai cinque giorni del festival canoro di country music che si svolge a Nashville. Il film è costruito, secondo una maniera tipica in Altman, attorno all’intrecciarsi di vicende apparentemente slegate tra loro, con ventiquattro personaggi (e nessun protagonista) che condividono, però, la stessa situazione di festa. Spiccano, tra i personaggi, gli artisti che partecipano al festival e, pure, sembra che non potrebbero esistere senza il contorno nutrito degli spettatori (tra gli altri, figura in una sequenza con Karen Black anche il violinista virtuoso Vassar Clements). Nashville è, infatti, colta tanto nei momenti più propriamente di spettacolo, quanto nei momenti di vita quotidiana.
Moltissimi sono, inoltre, le invasioni reciproche dei due mondi, come nel caso di Sueleen Gay, stonatissima cameriera che vorrebbe sfondare con il canto ma è confinata ad un umiliante spogliarello, o di Albuquerque, la quale, tra una fuga e l’altra dal marito, cerca (riuscendovi, in modo del tutto improbabile) di coronare il proprio sogno di successo, o, ancora, del bello e fatale Tom Frank, affermato artista che cede la propria chitarra all’autista dicendogli “Scriviti un successo!”. Ad amalgamare questo complesso minestrone, la candidatura di Hal Phillip Walker alle primarie presidenziali che, con la sua propaganda qualunquista e demagogica, cerca di stravolgere il senso comune americano in materia di inno nazionale, composizione del parlamento (infestato dagli avvocati), chiesa, compagnie petrolifere, sussidi all’agricoltura, ecc. È proprio la matrice politica che Walker vuole far assumere alla manifestazione (con l’aiuto del traffichino Triplette) a far precipitare gli eventi.
La stella di riferimento, Barbara Jean, accompagnata dal marito-produttore Barnett, è infine convinta a cantare in nome del candidato Walker al Partenone di Nashville (stucchevole costruzione neo-neo-classica eretta per il primo centenario della federazione nel 1876, che fa meritare alla città l’appellativo di “Atene del Sud”). Nella sequenza finale, il giovane Kenny, originario dell’Ohio, spara senza apparente ragione a Barbara Jean, frustrando la devota protezione che alla regina del country tributava il soldato Kelly. Il pubblico non viene scosso più di tanto dall’uccisione insensata della cantante e anzi, subito dopo, dato che lo show deve continuare, intona (in un insolito momento di coesione sociale) il pezzo It don’t worry me (“Non me ne preoccupo”), creando un’atmosfera quasi surreale, ma profondamente credibile.
Ciò che davvero impressiona in questo musical decostruito per sottrazione è la capacita di Altman di articolare i numerosi personaggi senza soffermarsi sull’approfondimento psicologico o sociale di nessuno di questi. Dalle settanta ore di pellicola girate nelle tre settimane di riprese Altman riuscirà a ricavare una trama fluida e scorrevole che conduce con piacere durante le due ore e mezza di visione. In fase di montaggio, data la quantità di materiale, si era pensato ad una miniserie, ma il progetto non fu condotto in porto.

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