(a puntate) l’agonia senza fine del paese

ARTICOLO COMPLETO DA: Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria

Penso che Matteo Renzi sia il prodotto dell’Italia per ciò che essa è diventata.
Che piaccia o non piaccia è la fotocopia del paese reale.
Non quello che noi pensiamo che sia, o quello che a noi piacerebbe che fosse.
Secondo me, Renzi è una persona che ama soltanto i vincenti e disprezza i perdenti. Basta frequentare per mezz’ora facebook per comprendere che la ferocia esistenziale è diventata la caratteristica collettiva più condivisa in assoluto. Inevitabile che si finisse rappresentati da una persona feroce.
Matteo Renzi è il prodotto di una società (unica in tutto l’emisfero occidentale) che ha diffuso come pratica corrente il gioco d’azzardo, trasformando ogni quartiere di ogni città, grande o piccola che sia, in un casinò aperto 24 ore al giorno. E il gioco d’azzardo ruota intorno al principio per cui ciò che conta e regala adrenalina è: vincere a ogni costo. Il sistema lo definisce “passatempo” con l’aggiunta ipocrita -quando fanno pubblicità- di aggiungere “gioca con moderazione”, il che è un paradosso: non esiste al mondo nessuna persona moderata che pratichi il gioco d’azzardo. Per definizione, esso è estremo, basato sulla totale mancanza di moderazione. I moderati giocano a burraco o a bridge.
Matteo Renzi è il prodotto di una società che ha visto, negli ultimi dieci anni, le classifiche della lettura segnare e segnalare un tragico arretramento senza che nessuna istituzione prendesse l’iniziativa di fronteggiarne la caduta, facendoci precipitare all’ultimo posto in Europa, alimentando quindi l’ignoranza, la mancanza di curiosità, il disprezzo e l’inutilità della Cultura, identificata solo e soltanto come applicazione di codici marketing.
E’ il prodotto di una società che ancora oggi considera la visibilità televisiva il termometro attraverso il quale identificare e definire il valore sociale di un individuo.
E’ il prodotto di una società di ipocriti che ha totalmente cancellato il concetto di solidarietà privilegiando l’individualismo assoluto egotista, producendo una rivoluzione antropologica nella sentimentalità degli italiani, che non sono più “brava gente”. Il suo stai sereno a Enrico Letta mentre gli toglieva la sedia per farlo cadere, è la stessa espressione che la maggior parte degli italiani ha detto, concludendo la telefonata, ai loro amici in difficoltà quando si erano rivolti a loro all’inizio della crisi, sperando che non chiamassero più, cancellandoli dalla propria rubrica, per poi dimenticare la richiesta di aiuto e andare a cena con il cugino di zia che era il braccio destro di quell’assessore che si sarebbe dato da fare per far loro ottenere non so che.
E’ il prodotto di una società dove l’apparenza ha sostituito la sostanza.
E’ il prodotto di una società che ancora oggi esalta la furbizia del cinismo definendola “abilità” per poter promuovere la propria omertà mentale e la propria vocazione al clientelismo, costruendo una società in cui le persone corrotte diventano abili e quelle per bene cretini.
Matteo Renzi, quindi, non farà nulla di male agli italiani e non li peggiorerà.
Gli italiani, tutto il Male, se lo sono già fatti da soli negli ultimi trent’anni.
Renzi è il prodotto di una inconscia ansia voyeuristico-narcisistica che impone lo smascheramento, e quindi le società post-moderne tendono sempre di più a sfornare leader e rappresentanti che sintetizzino comportamentalmente l’immaginario collettivo delle singole nazioni. Non è l’applicazione Selfie che uccide l’intimità e involgarisce le esistenze, ma l’esatto opposto: la cancellazione della intimità (e quindi l’erotismo) accompagnata dall’abolizione della sentimentalità, ha determinato un’esacerbazione voyeuristica che ha reso l’estetica e la sessualità pubbliche, abolendo il privato, che è la morte dell’erotismo, territorio della mente -per definizione- che nasce, fiorisce e si sviluppa solo e soltanto nel segreto, nell’abolizione della dimensione pubblica, nella coltivazione di una sotterranea identità nota e conosciuta solo dagli attori in gioco e basta.
Berlusconi era volgare, privo di stile, il prodotto di un’Italia piccolo-borghese becera e corrotta, mercantile, che amava la volgarità prostitutoria e l’oscenità.
Matteo Renzi è il prodotto della fase successiva, un’Italia desessualizzata e sbrigativa, dove ciò che conta è arrivare alla meta senza dedicarsi al viaggio, perchè dovunque e comunque bisogna incassare subito.
Matteo Renzi è il prodotto di una classe di imprenditori ignoranti come capre.
Confindustria, negli ultimi dieci anni, non ha investito neppure un euro nella diffusione dell’istruzione; non si lamentino oggi se non esiste una classe dirigente in grado di fornire una politica industriale. Senza cultura non c’è mercato: esattamente la strada opposta a quella perseguita fino adesso.
Matteo Renzi è il prodotto di una società di diseguali nella quale i poteri forti (finanza, ecc.) hanno trovato la quadratura del loro cerchio, promuovendo non i meritevoli ma i consenzienti, identificando nel concetto di dissenso una malattia sociale e non una forma di contributo critico, come fece il fascismo quando coniò il termine disfattismo.
Il paese, quindi, non migliorerà nè peggiorerà: era già peggiorato prima.
Che piaccia o non piaccia, Matteo Renzi l’hanno costruito gli italiani.
Non sarà una legge o un regolamento o una riforma a cambiare il paese.
Se non si cambia dentro, se non si modificano i comportamenti automatici, se non ci si interroga, se non ci si istruisce, se non si fa il salto e a cena con zia e il suo nuovo amante “che conta” si sceglie di non andarci, il paese rimarrà ciò che è.
Matteo Renzi è il prodotto di una nazione telesionata mentalmente.
Ne è il suo simbolo per eccellenza.
Non a caso il boy scout è diventato premier, affabile, premuroso, efficiente, come si addice alla più antica fantasia esistente nell’immaginario collettivo del popolo italiano: avere come capo il proprio fratello grande per viverlo come figura familiare, e quindi avere la sicurezza della clientela familistica, perchè a me ci penserà il fratello più grande.
O il Grande Fratello.
Come volete: cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Questo passa il convento.

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