(n.c.) un’approccio cifrato su Dante Alighieri e la sua Commedia nel “Mistero di Dante” di Louis Nero (2013) ita

film completo italiano da cineblog01
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Questo documentario non è di molto pregio indica solo la via per un approccio più sistematico e profondo al tema;
il tema è quindi l’analisi testuale della Divina Commedia,
a questo proposito si consigliano fortemente i testi di Maria Soresina:
Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie medievali.
Libertà va cercando. Il catarismo nella Commedia di Dante.

Indagine su Dante Alighieri attraverso una serie di interviste ad intellettuali, artisti, massoni e uomini di fede che hanno il compito di guidare lo spettatore alla scoperta di un lato poco conosciuto del Padre della lingua italiana. L’analisi di passaggi nodali della Divina Commedia, continui riferimenti alla tradizione iniziatica occidentale, alle logge segrete, all’appartenenza o meno del Poeta ai “Fedeli d’Amore”, ci accompagnano nei primi passi verso un approccio diverso ad una materia di studio sconfinata.
Siamo alle prese con un film misteriosamente doppio, di natura incerta, quasi inclassificabile, a suo modo affascinante proprio per questa sua deliberata assenza di coesione. Dopo dieci riuscitissimi minuti in tipico stile found footage movie, infatti, Il mistero di Dante si muta in una carrellata di interviste frontali, qua e là impreziosite da animazioni, mai invadenti, che trasformano la materia delle parole in immagini. Al lato documentaristico, di approfondimento divulgativo, si affiancano inserti che mostrano passaggi del Poema dantesco vissuti da un Dante in tutto simile al regista. Sotto il suo doppio aspetto, in quell’oscillare tra speciale televisivo e film d’arte, del resto, non si nasconde null’altro che il desiderio di Louis Nero di mostrare il proprio percorso di avvicinamento all’opera del Fiorentino, senza neanche dover cercare troppi arabeschi di senso.
Si può discutere sull’opportunità di includere, nel cast, alcuni intervistati invece di altri (perché non mettere dei sottopancia con nome e qualifica?) oppure sulla scelta di un impianto di ripresa fin troppo asettico, sebbene il problema sostanziale sia legato alla mancanza di un’effettiva chiusura. O meglio alla perdita di un aspetto centrale fin dal titolo: il mistero. Al di là del personaggio interpretato da Fred Murray Abraham – una specie di alter ego di Dante che sta al di sopra del Tempo – cui è affidata la coda e pochi altri minuti, a mancare realmente è la cristallizzazione di quell’anima arcana fatta intravedere nell’incipit e poi come dimenticata o frettolosamente risolta con il dettaglio di due occhi illuminati.
“O voi ch’avete li ‘ntelletti sani/ mirate la dottrina che s’asconde/ sotto ‘l velame de li versi strani” (Inferno IX, 61-63): sulle tracce di René Guénon che, in “L’esoterismo di Dante” (1929), parte dalla terzina citata per svelare l’esistenza di un messaggio dottrinale nascosto nel poema, il regista torinese ha cercato di comunicare la sua visione di una materia senza confini certi così come la sua passione per l’aspetto magico della vita in tutte le sue sfaccettature, licenziando tuttavia un lavoro, a prima vista, incompiuto. Non per quella doppiezza di cui si parlava, ma per una più generale sensazione di incertezza, come se non si fosse trovato il sentiero per la “diritta via”. Comunque consigliabile a chi è completamente a digiuno del lato esoterico di Alighieri.
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