(n.c.) l’amore romantico sarà l’ultima illusione del vecchio ordine – Les Enfants du paradis di Marcel Carné (1945)

parte prima
parte seconda

in doverosa analogia con: Anna Karenina di Joe Wright (2012)

Amanti perduti (Les Enfants du paradis) è un film del 1945 diretto da Marcel Carné.
Il film riesce ad affascinare per il modo della narrazione, per l’abilità con cui vengono intrecciati figure e avvenimenti, per la cura dell’inquadratura e della fotografia e soprattutto per la bravura degli attori, da Jean-Louis Barrault a Pierre Brasseur, da Arletty a Maria Casarès, da Marcel Herrand a Gaston Modot.
Les Enfants du paradis segna l’apice della collaborazione artistica fra Carné e lo sceneggiatore-poeta Jacques Prévert. Nel 1971 fu definito, durante la cerimonia dei César «il miglior film nella storia del cinema sonoro francese».
Ambientato nella Parigi di Luigi Filippo, il film narra le vicende di un gruppo di persone sullo sfondo del Boulevard du Temple, all’epoca sede di moltissimi teatri (tra cui quello dei Funambules, citato nel film) e piuttosto malfamato, tanto da essere conosciuto con il nome di Boulevard du crime. Al centro della trama è Garance, un’attrice contesa tra quattro ammiratori, con ciascuno dei quali intreccia una relazione: il bandito-gentiluomo Lacenaire, il celebre attore classico Fréderic Lemaître, il ricchissimo conte di Montray, e il mimo Baptiste Debureau.
Il film tuttavia non è una storia d’amore ma un affresco in cui alle vicende dei protagonisti si legano le immagini della vita sul palcoscenico, per cui il quadro si arricchisce di una folla di clown, saltimbanchi, artisti di strada, piccoli criminali e un vecchio barbone, Jericho, che nelle intenzioni di Prévert doveva rappresentare il destino. Garance, dopo aver superato alcune vicissitudini con la giustizia, che la costringeranno ad abbandonare temporaneamente Parigi, reincontra il mimo, che nel frattempo ha sposato una sua collega di spettacolo, e corona il suo sogno trascorrendo con lui una notte d’amore. Vengono però scoperti dalla moglie di Baptiste e sono costretti a lasciarsi proprio il giorno dei festeggiamenti per il carnevale.

Il titolo Les Enfants du paradis, letteralmente “i ragazzi del paradiso”, è un’espressione che significa “quelli del loggione”. In origine avrebbe dovuto essere invece Funambules, a indicare quindi non gli spettatori, ma gli artisti.

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