(voto 8,5) Stellet Licht – Luce silenziosa di Carlos Reygadas (2007) CC ita

Luz Silenciosa è un film del 2007 scritto e diretto dal messicano Carlos Reygadas, vincitore del Premio della giuria al 60º Festival di Cannes.È una coproduzione fra Messico, Francia e Olanda. La lingua originale del film, così come il titolo Stellet Licht, è il Plautdietsch, la lingua dei mennoniti russi.
Girato in Cuauhtémoc, nello stato di Chihuahua, Silent Light si trova in una comunità mennonita, dove Johan, sposato con molti bambini, ha una relazione sentimentale con un’altra donna, trasgredendo le leggi della religione che osserva e pratiche comunità a cui appartiene.
Carlos Reygadas è nato a Città del Messico nel 1971 e ha studiato diritto nella sua città. Dopo la laurea ha proseguito con un master e con un impiego a New York alle Nazioni Unite, ma nel 1997 abbandona tutto per trasferirsi a Bruxelles e coltivare la sua vera passione: il cinema. Riesce a mettere in piedi una troupe di amici e non professionisti per il suo primo lungometraggio del 2002, Japón, sceneggiato, diretto e prodotto dallo stesso Reygadas; il film riceverà la menzione speciale della giuria della Caméra d’or al Festival di Cannes dove, qualche anno dopo, verrà presentato anche il suo secondo film, Battaglia nel cielo del 2005. Nello stesso anno Reygadas ha co-prodotto Sangre, la pellicola del connazionale Amat Escalante già aiuto regista in Battaglia nel cielo.

Riguardo ai sui punti di riferimento cinematografici, Reygadas ammette “Amo Eizenstein ed il suo utilizzo della musica, Ozu per il particolare che diviene universale, Dreyer (soprattutto i suoi ultimi film) per il modo in cui usa la luce, alcuni film di Abel Ferrara, i film degli anni 50-60 dello spagnolo Luis Garcia Berlanga, Antonioni, Kiarostami prima del digitale, i film del dopo guerra di Rossellini…” Il regista lavora molto sui corpi dei suoi attori e riprende scene di sesso esplicito che hanno suscitato molto scandalo ma che si distaccano dalla pornografia per rappresentare “il sesso così come lo viviamo”, quella fusione tra anima e corpo che è solo umana; per Reygadas il corpo esprime un pensiero, è comunicazione e conoscenza. Già dal suo primo lungometraggio, il regista usa la macchina da presa in modo molto creativo e, afferma, “come fosse un pennello, per vedere i colori che traccia nello spazio”. A Reygadas piace lavorare sui sentimenti forti e sul modo in cui si esprimono nei momenti culminanti, ispirandosi in questo a Rossellini, per raccontare storie universali. Il suo intento è scatenare sensazioni forti nello spettatore, senza chiudere con interpretazioni univoche ma lasciando che il pubblico costruisca la sua visione. Aspetto molto importante dei suoi film è anche l’ambientazione e il contesto sociale: natura incontaminata e selvaggia in Japón, metropoli soffocante e oppressa da fanatismo religioso, povertà e istituzioni in Battaglia nel cielo. Per Reygadas, infatti, il paesaggio, insieme al sesso, è uno degli elementi che maggiormente influenzano l’uomo. Nel maggio 2007 presenta Stellet licht, in concorso al 60º festival di Cannes dove vince il premio speciale della giuria ex aequo con Persepolis. Nel 2012 viene premiato come miglior regista al Festival di Cannes, con il film Post Tenebras Lux.

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