[visione faticosa di eventi poco tollerabili] ogni regime è padrone del corpo dei propri schiavi (voto 7) Taxidermia di György Pálfi (2006)

Come dico anche più avanti, quale sarà il premio per lo spettatore che deciderà di vedere fino in fondo un film che in certe parti fa letteralmente vomitare?
e che nelle rimanenti sequenze non si sa bene come reagire, se restare sconvolti, inorriditi, oppure lasciarsi andare alle imprecazioni o peggio e per poi spegnere tutto;
eppure adesso, dopo la sua visione pur considerandolo un film molto “faticoso” lo definirei istruttivo e per cui utile.
Tassidermia, il greco “taxi” (arrangiamento o placement) e il “derma” Greek (pelle), è definita come l’ arte di sezionare animali per tenerli in vita dopo morti e facilitare l’esposizione, lo studio e la conservazione.
I metodi utilizzati dai tassidermisti sono migliorati notevolmente nel secolo scorso. Pertanto, i professionisti possono professionalmente essere impiegati, per esempio lavorando per i musei, o eseguire il loro lavoro a livello amatoriale, come nel caso di cacciatori , pescatori , appassionati di hobby, ecc. Sono spesso in possesso di esperienza in settori diversi come l’ anatomia , la scultura , la pittura , la dissezione e la pelliccia trattata.
E ‘anche importante non confondere tassidermia e tassonomia , con quest’ultimo termine si indica per la scienza della classificazione (normalmente associata alla biologia ).
Questo film fa letteralmente vomitare, penso di non avere mai visto una cosa simile, come insopportabilità siamo al livello di Martyrs di Pascal Laugier.
Ma mentre Martyrs faceva provare allo spettatore l’esperienza estrema del campo di concentramento (con torture inenarrabili) e per cui faceva provare a sostenere tale esperienza, questo film (taxidermia) ci cala nel fondo più basso possibile , ci abbassa nell’inumano, ci abbassa al di sotto delle bestie.
Per questo ritengo educativa questa visione anche se particolarmente insopportabile, una esperienza visiva insopportabile , ma utile.
qui il link a Martyrs tra i due non so quale sia il più difficile da sostenere (io gli ho visti a pezzi in giorni diversi)

Premi:
2006 – Miglior regia per György Pálfi al Transilvania International Film Festival
2007 – Premio della giuria al Fantasporto
2006 – Don Quixote Award al Cottbus Film Festival of Young East European Cinema
2006 – Grand Prize all’Hungarian Film Week
2006 – Gene Moskowitz Critics Award
2006 – Miglior attore non protagonista per Csaba Czene all’Hungarian Film Week
2006 – Miglior attrice non protagonista per Adél Stanczel all’Hungarian Film Week
2006 – Nomination come Miglior Film al Sitges Film Festival
2006 – Nomination per il premio Grand Prize al Cottbus Film Festival of Young East European Cinema

Taxidermia è un film ungherese del 2006 diretto da György Pálfi. La pellicola assume i tratti della commedia nera e del body horror. Fu presentata nella sezione Un Certain Regard del 59º Festival di Cannes.
Le vicende sono incentrate su tre generazioni della famiglia ungherese Balatony.
La prima parte della pellicola, ambientata durante la seconda guerra mondiale, si focalizza sulla storia del nonno Morosgoványi Vendel un soldato semplice affetto da masturbazione compulsiva e voyeurismo. Nella seconda parte, invece, vengono narrate le vicende del figlio Kálmán Balatony atleta della nazionale ungherese di abbuffata sportiva. Il film si conclude con la storia del nipote Lajoska imbalsamatore di professione.
La colonna sonora è stata curata dal musicista brasiliano Amon Tobin. È stata pubblicata nel 2008 ovvero due anni dopo l’uscita del film con il nome di Taxidermia EP.

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