«Che cos’ho? sembro un vecchio oggi!» [frames] Les deux anglaises et le continent è un film del 1971 diretto da François Truffaut




Le due inglesi (Les deux anglaises et le continent) è un film del 1971 diretto da François Truffaut.
Il film, tratto dal romanzo omonimo di Henri-Pierre Roché, fu girato dal 20 aprile 1971 al 9 luglio 1971 e fu proiettato in pubblico la prima volta il 26 novembre 1971.

Parigi. Primavera 1899. Il giovane Claude Roc, convalescente dopo essersi rotto una gamba cadendo da un’altalena, conosce Ann, una scultrice figlia di un’amica inglese della madre, in viaggio a Parigi per perfezionarsi nella sua arte. I due ragazzi si piacciono e fanno amicizia, tanto che Ann invita Claude ad andare ospite a casa sua, nel Galles, dove potrà conoscere la sorella più piccola, Muriel. Anne è convinta che tra i due ragazzi scoppierà l’amore ed è così: tra i verdi prati del Galles, vicino al mare, nell’isolamento di una casetta popolata solo da donne (come Claude, anche Ann e Muriel sono orfane di padre), Claude s’innamora di Muriel. Credendosi da sempre inferiore alla sorella, Ann osserva e guida la nascita di quest’amore. Dal canto suo, Muriel, la rossa indocile, puritana e che soffre di strani disturbi agli occhi, rifiuta in un primo momento la proposta di matrimonio di Claude. Ma è solo la paura a guidarla: Muriel è innamorata pazza di Claude e il suo “no” diviene prima “forse'” e poi “sì”.
La signora Brown è favorevole alle nozze, ma la madre di Claude, recatasi apposta nel Galles, non vede di buon grado il matrimonio dell’unico figlio con una ragazza dal carattere fragile e dal fisico malato. Alla fine, dopo la mediazione del saggio Mr. Flint, si giunge ad un compromesso: Claude e Muriel dovranno separarsi per un anno, senza mai incontrarsi né inviarsi lettere. Se alla fine dell’anno vorranno ancora sposarsi, nessuno potrà più opporsi.
Così Claude lascia il Galles, in treno, insieme alla madre. A Parigi, si dedica con successo alla critica d’arte e, ben presto, il mondo della pittura lo porta a conoscere altre donne e a dimenticare Muriel. Ben prima del termine pattuito, decide di inviarle una lettera di separazione, che getta la ragazza in uno stato di depressione profonda, con violenti effetti psicosomatici. Solo l’aiuto paziente di Ann, col tempo, la porta a credere di aver dimenticato Claude.
Tempo dopo, per caso, Claude incontra Ann a Parigi. La ragazza ha deciso di dedicarsi completamente alla scultura e invita Claude nel suo atelier. Ora che non c’è più Muriel, i due amici possono finalmente diventare amanti e decidono di partire insieme per uno chalet, su un lago della Svizzera, dove potranno trascorrere una settimana da soli e fare l’amore insieme per la prima volta. Alla fine, «liberi e innamorati», si allontanano sul lago, ciascuno sulla sua barchetta.
Inizia una relazione, più tenera che appassionata, che alla fine porta Ann ad accettare la corte di uno slavo, Diurka, che si occupa anche lui di edizioni d’arte. Dopo aver avuto per qualche tempo due amanti, Ann parte con Diurka per la Persia, da dove invia un’affettuosa lettera a Claude.
Dal canto suo, Muriel invia a sorpresa a Claude non una lettera bensì una confessione: il racconto di come tanti anni prima l’amicizia con una bambina, Clarissa, l’avesse spinta a conoscere il piacere della masturbazione, fino a diventare schiava di questa pratica che la sua educazione puritana le faceva apparire, al tempo stesso, ripugnante. Affascinato dalla sincerità della confessione, Claude decide di pubblicarla anonimamente.
La madre di Claude, che aveva ostacolato il suo amore per Muriel, muore. Ora Claude è libero e, a sorpresa, Ann lo informa che Muriel è a Parigi ed è disposta a rivederlo. Con emozione, Claude si reca all’appuntamento. Nell’atelier di Ann, soli, i due ragazzi si scambiano il loro primo bacio. Claude se ne va precipitosamente, turbato, ma non avrà tempo di rivedere Muriel, poiché intanto Ann decide di confidare alla sorella ciò che le aveva sempre tenuto segreto: la sua storia con Claude. La notizia sconvolge Muriel che parte subito per il Galles, insieme alla sorella.
Claude trascorre un lungo periodo di disperazione, da cui esce pubblicando un romanzo autobiografico nel quale proiettare la sua storia d’amore per le due sorelle. Il caso vuole che l’editore sia Diurka, il quale approfitta dell’incontro per chiedere a Claude notizie di Ann, della quale è ancora innamorato. Claude sa soltanto che la ragazza ha rotto di colpo il fidanzamento con un polacco. Così, Diurka decide di recarsi in Galles per chiederla in moglie, ma trova Ann a letto, morente. Tornato, a Parigi, ne comunica la morte a Claude.
Passano alcuni anni. È Diurka questa volta a dire a Claude che potrà trovare Muriel all’approdo del battello a Calais. I due trascorrono la notte insieme e, dolorosamente, Claude vince la resistenza di Muriel, la quale l’indomani parte col treno lasciando Claude per sempre, consapevole che la distanza tra il modo di vedere la vita di una puritana inglese e di un ateo francese è incolmabile.
Accade qualcosa che sembra farla tornare sui suoi passi: crede di essere rimasta incinta e lo comunica a Claude in una lettera appassionata. Ma non è così. La separazione è definitiva.
Epilogo: sono passati 15 anni da quell’ultimo incontro, il mondo è stato tragicamente cambiato dalla prima guerra mondiale. La voce di Truffaut ci informa che l’anziana signora Brown è morta, la casa nel Galles è stata venduta, Muriel si è sposata e ha avuto una figlia. A Parigi, Claude incrocia un gruppo di collegiali inglesi che visitano il museo Rodin e che corrono vicino alla statua di Balzac a cui egli aveva fatto visita con Ann, tanti anni prima. Claude osserva le bambine nel parco: chissà se una di loro è la figlia di Muriel Brown? Ma ormai è tardi: sul vetro di un taxi, contempla il proprio volto non più giovane – «Che cos’ho? sembro un vecchio oggi!» – e si infila nel portone del museo, dietro le ragazze.

Questa voce è stata pubblicata in video. Contrassegna il permalink.

Una risposta a «Che cos’ho? sembro un vecchio oggi!» [frames] Les deux anglaises et le continent è un film del 1971 diretto da François Truffaut

  1. glencoe ha detto:

    Appena trovata la propria via,
    intervengono altre forze, strane,
    burrascose a volte; e sembrano voler deviare
    il viaggiatore. In realtà
    guidano anch’esse nella direzione giusta
    – come le tre belve che Dante incontra nella foresta
    e che, spaventandolo, lo guidano verso Virgilio.
    Appaiono estranee e impreviste,
    perché hanno un compito preciso:
    mostrare che la via
    non è il viaggiatore a inventarsela.
    È viva e autonoma, occorre scoprirla;
    e la scoperta impone all’io di mettersi in gioco
    e di persistere.

    (da Il mondo invisibile libro di Igor Sibaldi)

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...