l’intervallo è finito (voto 8,5) Dead Man’s Shoes di Shane Meadows (2004) ita

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Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta (Dead Man’s Shoes) è un film del 2004 diretto da Shane Meadows. Il film mescola i generi thriller, horror e drammatico, con accenni di commedia e realismo sociale.

Richard (Paddy Considine) ed Anthony (Toby Kebbell) sono due fratelli inglesi che vivono nel Peak District: il primo è forte ed intraprendente, e molto protettivo nei confronti del fratello, che ha invece un carattere mite e affabile, ma soffre di un leggero ritardo mentale. Quando Richard lascia il villaggio dove sono cresciuti – Matlock, Derbyshire – per unirsi all’esercito, Anthony viene preso di mira da Sonny (Gary Stretch), uno spacciatore locale, e dalla sua banda, che si divertono a maltrattarlo approfittando della sua fragilità, fino ad indurlo al suicidio. Sette anni dopo Richard ritorna al paese per vendicare il fratello. In cinque giorni, Richard porterà a termine la sua vendetta, ma alla fine sceglierà deliberatamente di essere ucciso dall’ultima delle sue vittime predestinate.

La colonna sonora del film non è ancora uscita in Italia, si può comunque trovare la versione inglese, distribuita dalla Warp Records nell’Ottobre del 2004

1.Smog – Vessel in Vein
2.Calexico – Untitled II
3.Calexico – Untitled III
4.Adem – Statued
5.Calexico – Ritual Road Map
6.Laurent Garnier – Forgotten Thoughts
7.The Earlies – Morning Wonder
8.Richard Hawley – Steel 2
9.Clayhill – Afterlight
10.Calexico – Crooked Road and the Briar
11.Lucky Dragons – Heartbreaker
12.Gravenhurst – The Diver
13.Cul De Sac – I Remember Nothing More
14.P.G. Six – Fallen Leaves that Jewel the Ground
15.ABBC – Pluis sans nuages
16.Aphex Twin – Nanou 2
17.M. Ward – Dead Men
18.DM & Jemini – The Only One

Ci sono delle tracce che compaiono nel film, ma non nell’album, come “Monkey Hair Hide” di The Leisure Society, “A King at Night” di Bonnie “Prince” Billy, “De Profundis” di Arvo Pärt, “Let My Prayer Arise” dell’Estonian Philharmonic Chamber Choir, e “Chinese Water Python” di Robyn Hitchcock.

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