SANTA SANGRE di Alejandro Jodorowsky (1989)

Santa Sangre (letteralmente in italiano sangue santo) è un film surrealista del 1989 diretto da Alejandro Jodorowsky, scritto dal regista con Roberto Leoni e Claudio Argento, di produzione messico-italiana.

Il film racconta la storia di un uomo di nome Fenix. Comincia con una figura nuda, simile a Cristo, seduta su un albero in uno stato di semi-catalessi. Arrivano delle infermiere che portano un piatto di cibo normale e anche un piatto di pesce crudo sanguinolento. Cercano di convincerlo a scendere dall’albero ma è il pesce che lo persuade a scendere. Mentre le infermiere gli fanno indossare dei vestiti, lo spettatore vede che l’uomo ha un’aquila tatuata sul petto.

Lo spettatore apprende che da bambino Fenix era cresciuto in un circo che apparteneva a suo padre, Orgo, un uomo coperto di tatuaggi, lanciatore di coltelli, forte ma effeminato. La migliore amica di Fenix nel circo era una ragazza sordomuta. È un mimo ed ha sempre la faccia bianca di trucco. Fenix si innamora della ragazza. Orgo pensa che per iniziare il viaggio nell’età adulta il figlio debba avere un tatuaggio e così incide brutalmente lo sparviero sul petto di suo figlio.

La madre di Fenix, Concha, è una trapezista e un’acrobata che si esibisce sospesa nell’aria, trattenuta solo dai suoi capelli. È anche una fanatica religiosa, capo di un culto che adora una santa senza braccia i cui arti superiori erano stati tagliati da due uomini che l’avevano assalita e violentata. Il sangue di questa santa è chiamato Santa Sangre, sangue santo, ed è conservato in una piscina in una chiesa. Questa chiesa però sta per essere abbattuta dalle autorità. All’inizio del film si vede la chiesa mentre viene abbattuta.

Mentre la madre è sospesa a mezz’aria durante un’esibizione, vede suo marito uscire furtivamente dal circo per appartarsi con la donna tatuata con la quale intratteneva una relazione adulterina. La donna tatuata è anche la custode della ragazza sordomuta. Concha, dopo aver chiuso suo figlio in una roulotte, raggiunge il marito e lancia un liquido corrosivo sia su di lui che sulla donna tatuata. Egli però, essendo un lanciatore di coltelli, usa le sue armi per mutilarle le braccia e poi, resosi conto del suo gesto, si suicida tagliandosi la gola. Chiuso nella roulotte lì di fronte, Fenix assiste impotente e sconvolto a tutta la scena; questa esperienza lascerà segni indelebili nella psiche di Felix. La donna tatuata scappa portando con sé la ragazza sordomuta.

Tornando al presente, Fenix per un motivo non spiegato, crede di essere uno sparviero (probabilmente a causa del tatuaggio – da qui il pesce crudo e il suo stare appollaiato sull’albero) e per questo è ricoverato in una clinica psichiatrica. Durante una gita organizzata dalla clinica con alcuni pazienti, molti dei quali hanno la Sindrome di Down, Fenix intravede la donna tatuata in un quartiere di prostitute, dove ora lavora anche lei. Fenix è consumato dalla rabbia per quello che è accaduto a sua madre e suo padre a causa di quella donna. Sua madre Concha, ormai senza braccia, lo convince a scappare dal manicomio e una volta uscito, le braccia di Fenix sono guidate dalla mente di sua madre. In un nightclub/teatro i due si esibiscono insieme in un numero dove Fenix inserisce le sue braccia nelle maniche di Concha, mostrando realisticamente le sue braccia come braccia della madre.

Fenix, succube della madre, inizia una serie di delitti pilotati dalla mente di lei, cominciando con la donna tatuata che viene trafitta ed uccisa. Qualsiasi donna per la quale l’uomo prova attrazione, a partire da una spogliarellista, viene uccisa. Allora Fenix si invaghisce della “donna più forte del mondo”, una muscolosa lottatrice molto mascolina, ma anche essa viene fatta uccidere. Concha ama suo figlio ma esercita un controllo tirannico su di lui ed è terrorizzata all’idea di perderlo per una donna, così come ha perso suo marito. Quando ricompare la ragazza sordomuta, Concha ordina a Fenix di ucciderla. Fenix si mette dietro alla madre e prende due coltelli. Però non riesce a uccidere la ragazza di cui era innamorato da bambino e invece pugnala sua madre colpendola all’addome. Concha fa qualche passo, poi si gira verso il figlio e, prima di scomparire, dice: “Non ti libererai mai di me”.

Si scopre che Concha in realtà era morta quando Orgo le aveva mutilato le braccia e che Felix ha praticamente vissuto ossessionato e pesantemente condizionato dalla nefasta influenza che la figura materna ha avuto su di lui. Arriva la polizia sulla scena del delitto: all’ordine di alzare le mani, Felix scioccato si rende conto che adesso ha il controllo delle sue braccia.

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