va’ e vedi di Elem Klimov (1985)

Va’ e vedi (Idi i smotri) è un film del 1985 diretto da Elem Klimov, presentato fuori concorso al Festival di Cannes e premiato in Unione Sovietica per la colonna sonora scritta da Oleg Jančenko. «Il titolo è una citazione dell’Apocalisse [6, 1.3.5.7]».

La vicenda si svolge durante la seconda guerra mondiale nel 1943, nella Bielorussia ancora occupata dalle truppe tedesche, tra i villaggi circondati dalle foreste di betulle, ai margini delle grandi paludi.

Florya è un giovane adolescente ignaro degli orrori cui sarà spettatore impotente. A dispetto delle preoccupazioni della madre, egli intende aggregarsi ai partigiani, incontra nella foresta Glasha, una coetanea sfuggita alla deportazione degli abitanti del suo villaggio; ella è fermamente decisa, indipendentemente dalla tragedia che si sta perpetrando nella loro terra, a “vivere” e ad assaporare le gioie dell’amore e della crescita e, in un dialogo basato sull’intensità dei primi piani, cerca di farlo capire a Florya tentando un approccio che viene timidamente rifiutato.

I due ragazzi sbandati, avviatisi nella foresta, scorgono una “cicogna”, ossia un aereo da ricognizione tedesco, vedono scendere dei paracadutisti e contemporaneamente inizia un intenso fuoco di sbarramento da parte dell’artiglieria; assordati e traumatizzati dalle esplosioni riescono a non farsi trovare dalla pattuglia di paracadutisti appena atterrati e riparano in una capanna di fortuna dove, durante la notte, Florya invita Glasha a recarsi, in attesa di ricongiungersi ai partigiani, nella sua casa e le descrive la sua famiglia.

Arrivati al villaggio trovano le case vuote e tragicamente scoprono che i tedeschi vi sono già passati, Florya, scioccato e sconvolto, si getta nella palude alla ricerca della madre e delle piccole sorelle, mentre Glasha cerca vanamente di farlo riprendere gridandogli che la sua famiglia è stata trucidata e da questo momento i due ragazzi restano separati.

Florya, insieme a tre uomini, anche loro sbandati ma in possesso di un fucile ciascuno, si avventurano alla ricerca di cibo, sempre con la “cicogna” che vola sopra di loro, e, dopo che due di loro sono morti in un campo minato, i due superstiti requisiscono una mucca, ma sono impossibilitati a muoversi a causa dei combattimenti che non cessano nemmeno di notte. In mezzo a due fuochi, anche l’uomo e la mucca muoiono colpiti dai proiettili vaganti. All’alba Florya, rimasto solo e sperduto nella nebbia, incontra un vecchio contadino che lo invita nella sua casa nel villaggio poco distante ed i due, dopo che Florya ha nascosto il fucile e le munizioni, si avviano ma dalla nebbia appaiono i camion tedeschi ed i soldati che vi scendono.

I soldati tedeschi, appoggiati da un reparto di SS, rastrellano il villaggio, catturano gli uomini abili al lavoro, violentano le ragazze giovani, rinchiudono gli anziani, le donne ed i bambini in un edificio e vi danno fuoco tra sadiche risa; Florya assiste terrorizzato a questi eventi udendo le grida delle persone che stanno bruciando vive e, in un moto di disperazione, volge lo sguardo verso il cielo, ma nemmeno lì riesce a trovare aiuto dato che la “cicogna” è ancora sopra di lui e, in ultimo, subisce l’umiliazione di essere fotografato in mezzo a sorridenti e soddisfatti soldati con una pistola puntata alla tempia.

Poco dopo che i tedeschi vanno via Florya si accascia e sviene dal dolore. Creduto morto dagli ultimi soldati che si allontanano e rimasto nuovamente solo ritorna al villaggio, dove scopre che il reparto tedesco è stato attaccato e i superstiti fatti prigionieri dai partigiani nel frattempo sopraggiunti. Rivede la donna, ormai prossima alla morte per le ferite, e che era in compagnia dei tedeschi, mentre incurante dell’eccidio mangiava dell’aragosta in un camion. Florya vaga nella pianura alla ricerca del suo fucile e ritorna. Tra i feriti rivede Glasha, drammaticamente deflorata e ancora sanguinante.

I tedeschi vengono passati per le armi e Florya, in un impeto di rabbia liberatorio e catartico, riesce finalmente a sparare, e lo fa contro un ritratto di Hitler mentre scorrono all’indietro le immagini del nazismo (dalla caduta all’ascesa) non esplodendo tuttavia l’ultimo colpo nel momento in cui appare l’immagine del dittatore neonato, in contrapposizione al pensiero esposto dall’Obersturmführer tedesco il quale, prima di essere giustiziato, dichiara: ho detto di lasciare (bruciare) i bambini perché con i bambini si ricomincia; voi non avete il diritto di esistere, non tutte le razze hanno il diritto di esistere.

Liberatosi dallo choc dell’orrore cui ha assistito e recuperato il discernimento, Florya corre per unirsi alla colonna di partigiani.

L’aereo da ricognizione tedesco Focke-Wulf Fw 189, presente nel film La presenza del pericolo che avvolge Florya nel suo percorso è rappresentata da un aereo da ricognizione (una cicogna) che costantemente vola sopra di lui e da una vera cicogna che senza volare si aggira nella foresta.

parte 1 russo con sottotitoli in inglese

parte 2 russo con sottotitoli in inglese

parte 3 russo con sottotitoli in inglese

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