Magdalene di Peter Mullan (2002)

Tre ragazze molto diverse tra loro vengono mandate dalle loro famiglie in un convento tenuto dalla Suore Maddalene per espiare peccati di lussuria di cui si erano macchiate. Quello che però le ragazze si trovano davanti è un destino molto più duro del previsto…

I conventi delle Suore Maddalene citate dal titolo originale ospitavano ragazze mandate lì dalle famiglie o dagli orfanotrofi per espiare i peccati di lussuria di cui si erano macchiate. La pena da scontare era indefinita: migliaia di ragazze hanno vissuto in convento per anni, e in convento sono morte. Le loro giornate passavano tra preghiere, massacranti turni in lavanderia o in stireria, e umiliazioni subite da parte delle monache superiori. L’ultimo convento delle Maddalene in Irlanda è stato chiuso nel 1996.

Magdalene è un film fortemente critico nei confronti degli esponenti della Chiesa Cattolica in Irlanda: coloro i quali dovrebbero essere i rappresentanti di Dio in Terra sono raffigurati come despoti viziosi, ipocriti e con una forte predilezione per le gioie materiali. «Tu non sei un uomo di Dio», ripete più volte Eileen Walsh nella succitata scena della messa, e lo ripete ben più delle tre-quattro volte che sarebbe normale aspettarsi: lo ripete decine di volte, urlando a squarciagola; lo ripete fino a quando non ci entra sotto pelle la gravità di ciò che il prete ha fatto, la disillusione che ha colpito il personaggio di Crispina nel momento in cui ha realizzato qual era la situazione, e fino a quando non diventa evidente l’inutilità di un’istituzione come quella delle Maddalene, a prescindere dal modo in cui è gestita e dai motivi specifici che portano all’internamento delle ragazze.

Tre scene su tutte: la lunga sequenza non parlata nel corso della festa di matrimonio con cui il film si apre; la messa all’aperto, da applausi prima per la riuscita comica e poi per l’efficacia drammatica; e l’ultima scena, dedicata ad una bravissima Eileen Walsh. Ma anche tutto il resto della pellicola è di ottima fattura.

Opera seconda dell’attore scozzese Peter Mullan (che però poteva risparmiarsi la comparsata con annesso primo piano sostenuto), Magdalene è un gran bel film, con una sceneggiatura ben studiata (non necessariamente un pregio) e sicuramente caricata rispetto alla storia vera da cui prende spunto; un film dal grande impatto emotivo, ben girato e ottimamente recitato. Uno dei migliori del Festival di Venezia 2002, dove ha meritatamente vinto il Leone d’Oro. Chapeau!

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