chi è l’altro

La domanda non è chi è l’altro, ma dove ci portano  le sue di storie, che sono cosi vicine alle nostre di storie, quelle di cui abbiamo dimenticato o mai saputo, quelle che ci sono passate troppo veloci davanti agli occhi, vicine , ma noi eravamo girati da un’altra parte, quelle che erano nascoste dai pensieri feroci, quelle mescolate alle altre.

Adesso quello con cui abbiamo a che fare è la voce   dei fatti narrati dalle parole e un angolo di strada, un palazzo, una via, una piazza, un luogo prima senza alcun significato diventa lo scenario dei fatti solo sentiti, immaginati, e allora ci si aprono tutte le porte; quello che ci sta davanti è il testimone, lui lei c’era, è il testimone diretto o riporta a sua volta il racconto sentito da bambino dal suo altro prossimo parente che anche lui c’era e in un momento, per un momento siamo dentro le immagini, i rumori , della vicenda passata prossima, remota;

ma poi scopriamo che esiste un patto e il patto è che l’altro racconterà di vero e di proprio se noi permetteremo che il contatto duri più o meno il tempo del racconto e poi ci si lasci, come se chi racconta fosse li li per perdere il treno del pudore.

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