non e’ mai come sembra

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“Europa” di Lars von Trier (1991)  una metafora visionaria in cinque frammenti

nel video le cinque variazioni

 #1 Europa (excerpt) 8’35’’
#2 Lars von Trier: Europa 1’04’’
#3 Lars Von Trier – EUROPA (ita) 1’30’’
#4  Europa (Szene mit den zwei Jungen) – Lars von
        Trier  (1991)  6’36’’
#5 Europa 5’38’’

Frammento  #1 – 8’35’’ 

niente è quello che sembra;
le rotaie sono la proiezione per terra della “scala della morte” di Mathausen, ma niente e’ quello che sembra;
si sente che c’e’ separazione;
quello che si vede non e’ mai quello che e’;
le rotaie rimandano a un qualcosa che vi passa sopra, sopra alle rotaie ci passano i treni,ma in realtà’ e’ la macchina da presa che passa sopra ai binari, ma in realta’ e’ un occhio che passa sopra i binari, ma in realta’ è l’occhio di che guarda che passa sopra i binari pur restando attaccato al resto del corpo che sta’ seduto sulla poltrona;
E cosa vede l’occhio che guarda?
Vede un uomo che passa davanti a una rete.
Adesso si vede un treno che è in un luogo ed in un tempo, si vedono persone rinchiuse;
per entrare dove sono rinchiuse ci vuole un pass, dei soldati americani  fanno la guardia;
un carceriere accoglie l’uomo che era fuori dalla recinzione e lo abbraccia.
Si e’ tutti in una grande prigione?
Si vuole entrare tutti in una grande prigione?
E il nome della prigione e’ europa?
Si controlla l’uomo che vuole entrare;
prima i documenti, poi la visita medica, lo si regolarizza con il taglio dei capelli, gli si “pulisce” la bocca con dei gargarismi.
Deve essere sano e  visivamente riconoscibile e “ripulito” nel parlare;
si dice del come deve essere il tipo umano accolto,  si parla delle regole, di che tipo sono , quali sono, mentre si vede una mappa, la mappa del “mondo europa”.

Frammento  #2 – 1’04’’ 

Uomo donna
mentre mi prendo cura di te,  ti rassicuro, mi rassicuro, nella incerteza ci si rassicura?
si e’ su un treno, e il treno e’ dentro una galleria claustrofobica
mentre la donna dorme, L’uomo si angustia….
Americani.

Frammento  #3 – 1’30’’ 

Vi era stato un “ tempo” in cui l’uomo e la donna erano oggetto dell’ap-plauso degli “altri”
altri in bianco e nero e poi addirittura altri in colore, ma la paura della paura della solitudine e’ (era)
sempre in agguato, si e’ nello scompartimento della famiglia……

Frammento  #4 – 6’36’’

Adesso c’e’ una fila per entrare, ci sono anche bambini.
Anche dei bambini sono la’ per entrare.
Ci si sistema sul treno.
Ci sono delle incombenza da portare avanti.
Ogni scompartimento e’ un mondo.
Nello scompartimento “Palestina” non sente.
E’ Palestina che non sente o sono quelli che parlano e che mentre parlano non emettono suono?
Palestina viene fatta scendere e lasciata alla sua sorte;
ma la ribellione cova;
bambini vengono fatti accomodare e vengono trattati come tali;
cioccolata;
bambini che “inconsapevolmente” eliminano;
bambini giocano con le pistole;
bambini non mettono le cose nelle scatole dei  sistemi di senso che gia’ esistono;
il loro e’ un sistema di senso che è in divenire anzi non c’e’ un vero e proprio sistema di senso ci sono le cose e i fatti via via come si presentano;
i bambini vengono portati in prima classe, dove ci sono i “vecchi agiati”;
le mansioni del capotreno sono ridicole;
lo sparo prelude al disastro.

Frammento  #5 – 5’38’’ 

Il capotreno vorrebbe scendere;
essere sotto l’acqua non significa morire;
essere sotto acqua e’ una prospettiva;
anzi essere sotto acqua uguale essere apparentemente annegati
prelude ad un poter essere da un’altra parte;
qui’ si pone un problema, anzi si pone il problema;
e la domanda e’:  dove sono io adesso?
ma la gente sopra l’acqua e’ veramente viva?
e l’uomo sotto l’acqua e’ veramente annegato?

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La città di Alice – il libro – 6 di 9






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il nome di Carmen

Carmen

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gioie e dolori dell’animale umano
il mistero (senza fine) di Carmen
il vestito rosso e il vestito nero
il nome di Carmen è Carmen
amore, morte, coraggio, passione, possesso, gelosia, abbandono
nel capolavoro di Carlos Saura (102′)
con Antonio Gades, Cristina Hoyos, Paco de Lucia, Laura del Sol

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Ariane Mnouchkine – Molière

questo e’ un frammento di “Molière” di Ariane Mnouchkine;
sono passati molti anni da quando ho visto l’intero film di cui conservo tuttora un vivido ricordo.
Qui Molière già molto malato si cala nel personaggio del “malato immaginario” rendendo questo piccolo pezzo un frammento di altissima drammaticita’ .

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Elisa vita mia

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elegia dell’essere umano

dogville è un film drammatico di Lars von Trier doppiato in italiano
annesso un momento di riflessione su questa opera e il suo autore.

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lascia che io pianga

sequenze tratte dal film antichrist di Lars von Trier

Anticrist  è un discorso sul dolore (in)sopportabile 
(s)fortunatamente  non capisco le parole che vengono dette, ma è(s)fortuna?
capendole capirei di più?
servirebbe capire di più?
nel film sembra che la donna non si perdoni  e non perdoni neanche all’uomo
e il prezzo per entrambi è la morte, il dare la morte e ricevere la morte come una specie di rituale selvaggio
ma sembra anche che l’uomo usi strumenti inadeguati e i due esseri sono su piani diversi
e per questo la donna cerchi di punirlo dandogli la morte
l’uomo dopo vari tentativi uccide la donna per puro spirito di sopravvivenza
il regista dice che la libera dal dolore insopportabile
ma quale è la verita e piuttosto c’è una sola verita?
aldilà di tutto sembra che lo svolgersi delle cose sia solo nell’accadere dei fatti e che le parole anche di descrizione degli stessi
siano altro.
Che l’uomo  pianga poco è un fatto, ma anche la donna piange poco il piangere è  vale per piccole cose
per grandi cose non basta.
la strada delle consolazioni, di ogni consolazione è fortunatamente abolita.
non si potrebbe stare sul fatto se ci si consola.
l’uomo e la donna che si (amano)  vanno verso il limite e ci vanno da soli.
non potrebbe essere diversamente.

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